Peste polmonare, sintomi e contagio: perché è così pericolosa

Peste polmonare: come si contrae, sintomi, cure e perchè è così pericolosa

Peste polmonare sintomi
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
Allarme dopo la morte di una 28enne. Duecento persone in quarantena

Una donna di 28 anni morta in Siberia, quasi 200 persone poste in quarantena e una malattia che, senza un trattamento tempestivo, può diventare fatale nel giro di appena 18-24 ore. Il sospetto che dietro il decesso della 28enne possa esserci la peste polmonare ha riportato l’attenzione su una delle forme più aggressive dell’infezione provocata dal batterio Yersinia pestis. La vicenda riguarda una tecnica di laboratorio dell’Irkutsk Anti-Plague Institute.

Secondo le ricostruzioni riportate dai media locali, l’infezione potrebbe essere avvenuta durante l’attività lavorativa, dopo la rottura accidentale di una provetta contenente l’agente patogeno. Un’altra ricostruzione collega invece l’inizio dei sintomi al ritorno della donna da un viaggio di lavoro nella Siberia orientale. Dopo la morte della 28enne sono state adottate misure anti-epidemiche e quasi 200 persone sono state sottoposte a quarantena. Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie russe e riportato dalla fonte, al momento i contatti non presentano sintomi e “i risultati dei test di laboratorio sono negativi”.

Cos’è la peste polmonare

La peste polmonare è una delle tre principali manifestazioni cliniche della peste, insieme alla forma bubbonica e a quella setticemica. Tutte sono provocate da Yersinia pestis, un batterio zoonotico presente soprattutto nei piccoli mammiferi e nelle pulci che li infestano. La forma polmonare è considerata dall’Organizzazione mondiale della sanità la più virulenta. A differenza della peste bubbonica, che viene contratta più frequentemente attraverso il morso di una pulce infetta, in quella polmonare il batterio raggiunge e infetta i polmoni. La malattia può presentarsi direttamente dopo l’inalazione di particelle respiratorie infette oppure svilupparsi quando un’altra forma di peste progredisce e l’infezione raggiunge i polmoni. Ed è proprio la possibilità di una trasmissione da persona a persona a rendere la peste polmonare particolarmente pericolosa dal punto di vista epidemico.

Come si contrae e come avviene il contagio

Una persona affetta dalla forma polmonare può trasmettere Yersinia pestis attraverso particelle respiratorie infette. Il rischio è quindi legato soprattutto ai contatti ravvicinati con un malato, in particolare quando questo presenta tosse e sintomi respiratori. Più in generale, l’uomo può contrarre la peste anche attraverso il morso di pulci infette oppure entrando senza adeguate protezioni in contatto con tessuti, fluidi corporei o materiali contaminati. Il batterio circola infatti naturalmente tra alcuni mammiferi e le loro pulci. È una differenza fondamentale rispetto alla peste bubbonica: secondo l’Istituto superiore di sanità, quest’ultima non si trasmette normalmente da persona a persona, mentre la forma polmonare possiede un potenziale epidemico proprio per la sua capacità di diffondersi attraverso le vie respiratorie. Per questo, davanti a un caso sospetto, una delle prime misure consiste nell’individuare rapidamente i contatti stretti e sottoporli a sorveglianza sanitaria.

I sintomi della peste polmonare

Un’altra caratteristica che rende questa infezione particolarmente insidiosa è la rapidità con cui può evolvere. L’incubazione della peste polmonare può essere molto breve. L’OMS segnala che può arrivare anche a sole 24 ore, mentre l’ISS indica generalmente un periodo compreso tra uno e tre giorni per la forma polmonare primaria. I sintomi della peste polmonare possono quindi comparire improvvisamente. Tra le manifestazioni caratteristiche figurano febbre, debolezza e mal di testa, seguite da una polmonite che può progredire rapidamente.

Possono comparire difficoltà respiratoria, dolore al torace e tosse, in alcuni casi accompagnata da espettorato con tracce di sangue. Il quadro è differente dalla forma bubbonica, nella quale sono caratteristici i linfonodi gonfi, infiammati e dolorosi, i cosiddetti “bubboni”, insieme a febbre, brividi, debolezza, dolori, nausea e vomito. Nella peste setticemica, invece, il batterio si moltiplica rapidamente nel sangue e può provocare complicazioni molto gravi, tra cui insufficienza degli organi, sanguinamenti sotto la pelle, problemi respiratori, cianosi e necrosi dei tessuti.

Perché la peste polmonare è così pericolosa

Il fattore decisivo è il tempo. Se non viene diagnosticata e curata precocemente, la peste polmonare può avere un’evoluzione estremamente rapida. Secondo l’OMS, senza trattamento può risultare fatale entro 18-24 ore dall’insorgenza della malattia. Le forme polmonare e setticemica non trattate sono considerate fatali. Questo non significa, però, che oggi una diagnosi di peste equivalga inevitabilmente a una condanna. La situazione è profondamente diversa rispetto alle grandi epidemie del passato. Yersinia pestis è sensibile agli antibiotici e, se la malattia viene riconosciuta e trattata tempestivamente, le possibilità di guarigione sono elevate. Per la peste polmonare è particolarmente importante intervenire entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi.

Leggi anche

Barbagallo (Pd): “Il caso Armao è gravissimo. Schifani ne prenda atto”

Mafia e droga, 7 condanne. Stangata per il boss fedelissimo del latitante

Donna di 28 anni morta di peste in Siberia, 200 persone in quarantena

Come viene curata

Il trattamento si basa principalmente sulla somministrazione precoce di antibiotici, accompagnata dalle terapie di supporto necessarie a gestire le difficoltà respiratorie e le eventuali complicazioni. L’ISS indica tra gli antibiotici impiegati streptomicina, gentamicina e tetracicline. Le indicazioni terapeutiche dipendono comunque dalla situazione clinica e devono essere stabilite dai sanitari. Anche le persone che hanno avuto un’esposizione significativa possono essere sottoposte a profilassi antibiotica. L’OMS raccomanda, durante la gestione dei focolai, di identificare e monitorare i contatti stretti dei pazienti con peste polmonare e di somministrare loro una chemioprofilassi di sette giorni.

Come si previene il contagio

In presenza di un caso di peste polmonare, il paziente deve essere isolato per limitare la possibilità di trasmissione ad altre persone. Gli operatori sanitari che hanno un contatto diretto devono utilizzare adeguati dispositivi di protezione. Anche l’impiego della mascherina sul paziente può contribuire a ridurre la diffusione delle particelle respiratorie infette. La prevenzione della peste in generale passa inoltre dal controllo delle pulci e dei roditori nelle zone in cui il batterio circola, dall’evitare il contatto con carcasse di animali e dall’adozione di precauzioni nei confronti di tessuti o fluidi potenzialmente infetti. L’OMS non raccomanda la vaccinazione alla popolazione generale, indicandola soltanto per particolari gruppi ad alto rischio, come personale di laboratorio costantemente esposto e alcuni operatori sanitari.
TUTTE LE NOTIZIE DALL’ITALIA E DAL MONDO SU LIVESICILIA


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI