A Catania va in scena | un grande classico: "Medea"

A Catania va in scena | un grande classico: “Medea”

Cosa c'è da vedere in Sicilia.

PALERMO – La settimana si apre con un nuovo appuntamento al Teatro Brancati di Catania. Debutta ‘Medea’ di H.Mueller. E’ questa una barbara Medea che passa attraverso l’Europa e finisce con l’incarnare la storia stessa di questo continente, e di alcune nazioni in particolare. Medea attraverso i secoli diventa mito della nostra contemporaneità: oggi potrebbe raccontare la vergogna della nostra Italia, o, più semplicemente, la fatica di un essere umano a vivere senza tradire, a cercare un’identità fuori dal proprio paese-terra-nazione-famiglia, a darsi una realtà che reinventi l’essere pensandolo finalmente libero e non come animale in gabbia.

Fino a domenica 12 gennaio 2014, nella Sala degli Specchi dell’ex Corte Capitaniale di Caltagirone, su iniziativa dei Musei civici, si terrà la XIII edizione di “Natale in vetrina”. La mostra offre ai visitatori la possibilità di ammirare i celebri presepi antichi e moderni, come da tradizione allestiti in chiese, musei, luoghi pubblici e privati, e anche svariati manufatti legati alla tematica natalizia. Alcune fra le più qualificate botteghe ceramiche calatine presentano scene della Natività, figurine di pastori, abeti, centri tavola e tutto ciò che può contribuire ad abbellire le case e le mense.

Si presenta in anteprima regionale, al cinema “Vittorio De Seta” ai Cantieri alla Zisa di Palermo, il film “Orlando Ferito”, diretto dal regista francese Vincent Dieutre. Un evento che, ancora una volta grazie alla strategica sinergia con l’Institut français di Palermo, nasce come tappa di avvicinamento alla quarta edizione del Sicilia Queer film fest, il festival cinematografico a tematica GLBT e nuove visioni più seguito del Sud Italia. Interverranno alla proiezione, oltre al direttore dell’Institut français Eric Biagi, gli attori Mimmo Cuticchio, Massimo Milani, Giuseppe Provinzano, il direttore della fotografia Arnold Pasquier e il regista Vincent Dieutre, che fin dalla prima edizione è stato ospite del Sicilia Queer anche come giurato (2012) e come autore del trailer della manifestazione (2013). Il film è nato durante uno dei frequenti viaggi del regista francese a Palermo; la sceneggiatura è stata approfondita a Parigi. Dopodiché, il ritorno nel capoluogo siciliano e nell’isola di Lampedusa, con le idee cardine del film: il teatro palermitano dei Pupi (Mimmo Cuticchio è nel cast), e la scena finale girata nel 2012 durante la “Notte delle lucciole” al Teatro Garibaldi Aperto, coinvolgendo il pubblico (consapevole delle riprese) e il filosofo Georges Didi- Huberman, teorico del “campo di battaglia nell’immagine”. Una produzione francese che si è nutrita in Sicilia della collaborazione tra enti e istituzioni diversi, a dimostrazione che le risorse del territorio sanno collaborare per progetti di alta levatura internazionale (Institut français e Sicilia Queer nella loro collaborazione pluriennale, ma anche Teatro Garibaldi Aperto, Collettivo Askavusa di Lampedusa, e i vari attori che partecipano al film). Un’opera importante fin dal titolo, scelto non solo per l’ellissi temporale-intertestuale che conduce dai canti di Ariosto ai cunti del teatro dei Pupi.

Oggi e mercoledì 11 dicembre, dalle 15 alle 18, al FabLab Palermo si terrà un progetto di robotica educativa e ludica rivolto a giovani dai 10 ai 14 anni. Il laboratorio si terrà nei due pomeriggi di lunedì 9 e mercoledì 11 dicembre, dalle 15 alle 18, presso la sede del FabLab Palermo . Il progetto di robotica educativa e ludica è orientato prevalentemente ai giovani ed organizzato in attività di laboratorio basate sul kit robotico Lego Mindstorm EV3. I partecipanti al laboratorio impareranno a conoscere diverse tipologie di robot, li assembleranno, li programmeranno attraverso un software grafico intuitivo per istruirli a compiere diverse attività e ad interagire con l’ambiente ad esempio muoversi, evitare gli ostacoli, prendere un oggetto, tutto in maniera collaborativa e ludica. Le attività svolte nel laboratorio sono il modo semplice, divertente, ed avvincente per avvicinare i giovani alle materie scientifiche e tecnologiche, per renderli consapevoli digitali, per trasmettergli con facilità i principi della programmazione, e per prepararli all’era della robotica.

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