SANTA CROCE CAMERINA (RAGUSA) – “La notizia che gli esami sulle tracce di Dna trovati sotto le unghie di Loris non ha prodotto riscontri rilevanti, secondo la Procura, accresce la carenza del quadro indiziario a carico della mia assistita”. Così Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, accusata della morte del figlio Loris e detenuta nel carcere di Agrigento. “Di questa notizia io non ho riscontro negli atti processuali – aggiunge il difensore – ma la apprendo dai mezzi d’informazione; se dovesse essere vera, allora quel quadro indiziario a carico della mamma di Loris, che è già, a mio parere, carente di suo, perde del tutto di credibilità”.
Intanto, parla anche il legale di Davide Stival, padre di Loris “Al momento il mio assistito non va a trovare la moglie in carcere. Non escludo che possa succedere in futuro – dice Daniele Scrofani -. “Non lo si può condannare se dovesse volere un confronto con la moglie prima o poi”.

