PALERMO – In Sicilia si voterà tra meno di due mesi anche se la politica regionale sembra non pensarci troppo. Il piccolo test di amministrative in programma il 5 giugno non interessa grandi città e comuni capoluogo, ma coinvolge comunque 29 comuni, nove dei quali superiori a 15mila abitanti. Un appuntamento che, a meno di due mesi dal voto, sembra non appassioni più di tanto i palazzi del potere palermitano dove, nei giorni della Leopolda, è riscoppiata la guerra tra Crocetta e i renziani.
L’eterna polemica tra il governatore e Davide Faraone ha monopolizzato la scena. E la fragile maggioranza di governo non si è mai riunita per fare un punto sulle elezioni di giugno. I partiti così si sono mossi fin qui in ordine sparso. Il patto di Palazzo dei Normanni tra Partito democratico e moderati fa fatica a ripetersi sui territori. Dove anzi si intravede quel ritorno di fiamma tra pezzi del vecchio centrodestra le cui strade negli ultimi tempi si erano separate.
“Non ci sono alleanze organiche, al momento nella coalizione di governo regionale non si è affrontato il tema dell’eventuale alleanza elettorale della tornata amministrativa”, spiega Gianluca Miccichè, segretario dell’Udc siciliana, che non esclude possano essere proprio i centristi a chiedere un momento di confronto agli alleati. L’Udc presenterà sue liste nei comuni più grandi, fa sapere Miccichè, e poi entro maggio deciderà chi sostenere. “Lasciamo buoni margini di autonomia ai territori – dice Miccichè -. La coalizione? Il Pd sta facendo ovunque le primarie, quindi presumo voglia avere suoi candidati”. Segnali di insofferenza tra i centristi domenica si ritrovavano anche nel commento di Gianpiero D’Alia, che su Twitter commentava le liti tra Faraone e Crocetta ritenendo maturi i tempi per la fine della legislatura.
Il comune più grande tra quelli chiamati al voto a giugno è Vittoria, nel Ragusano. Qui il centrodestra marcia abbastanza compatto a sostegno di Giovanni Moscato, già esponente di Fratelli d’Italia. Il Pd ha una candidata ufficiale, Lisa Pisani, in continuità con il sindaco in carica Giuseppe Nicosia. Ma ci sarebbero ambienti dem attratti dalla candidatura di uno storico big locale come Francesco Aiello, sostenuto tra gli altri da Sicilia Futura, che quindi corre contro il Pd. I 5 Stelle candidano qui l’amministrativista Carmelo Giurdanella in una sfida affollatissima, con una decina di aspiranti in corsa.
Anche a Caltagirone il centrodestra potrebbe trovare un’ampia convergenza sul nome del deputato regionale della Lista Musumeci Gino Ioppolo. Il Pd schiera Franco Pignataro, già sindaco in passato, che avrà a sinistra la concorrenza di Fabio Roccuzzo, sostenuto da una lista civica. I 5 Stelle puntano sul quarantenne Giulio Sinatra.
Ad Alcamo i pentastellati coltivano grandi aspettative per Domenico Surdi, giovane ricercatore. “C’era la piazza gremita per l’apertura della campagna elettorale, un grandissimo entusiasmo”, racconta Giancarlo Cancelleri. Alcamo è la città più grillina d’Italia, alle Politiche il Movimento ottenne nel centro del Trapanese, di cui è originario l’eurodeputato Ignazio Corrao, un risultato che sfiorò il 50 per cento. Tra gli altri partiti i giochi non sono fatti. Si attendono le mosse di un big come Mimmo Turano dell’Udc. Che potrebbe stringere un’alleanza col Pd, schierato con Enzo Cusumano. Lui per il momento temporeggia e spiega: “Mesi fa avevo rivolto un appello per un’operazione di salute pubblica che portasse fuori il Comune da un’esperienza amministrativa disastrosa. L’appello è caduto nel vuoto e abbiamo sette-otto candidati. A questo punto noi avremo un nostro candidato condiviso con altre forze politiche”. Tra gli aspiranti sindaco ci sono anche Baldassare Lauria, sostenuto da parte del centrodestra, e Giuseppe Beninati, sostenuto dai socialisti, un altro pezzo di maggioranza di governo regionale che qui corre contro il Pd.
A Canicattì il vincitore delle primarie del Pd è Ettore Di Ventura, vicino all’area del partito che ha come riferimento Angelo Capodicasa. Nella cittadina dell’Agrigentino potrebbe irrompere nella corsa un candidato targato Udc. A Porto Empedocle invece i centristi potrebbero correre alleati col Pd, che però è spaccato (il partito è stato commissariato nei giorni scorsi).
A Lentini ha vinto le primarie del Pd Andrea Zarbano, vicino all’area di Giuseppe Lupo. In corsa tra gli altri Stefano Battiato, consigliere comunale slanciato dall’asse Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) e Vincenzo Vinciullo (Ncd), un altro segnale di avvicinamento tra gli ex Pdl separati. “Un riavvicinamento è nelle cose”, osserva il capogruppo forzista all’Ars Marco Falcone, ottimista su un percorso che è in controtendenza con quanto accade altrove in Italia, vedi Roma con la spaccatura in tre del centrodestra su Meloni, Bertolaso e Marchini.
Piccoli centri, certo, valore “politico” del voto ridimensionato, sicuro. Ma il test dei primi di giugno e il modo in cui i partiti alleati a sostegno di Rosario Crocetta ci stanno arrivando sembrano raccontare di una maggioranza tutt’altro che robusta. L’obiettivo di un patto strategico tra democratici e moderati di Asrea popolare (Ncd-Udc) anche in vista dei prossimi test elettorali sembra ancora tutto da costruire. E a volte le piccole storie locali possono diventare emblematiche. Come a Montevago, piccolo centro dell’Agrigentino, dove contro il sindaco uscente del Pd si candida niente meno che un deputato regionale dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo.

