PALERMO – Nulla c’entra la partita Palermo Lazio nella violenza esplosa oggi pomeriggio in via Libertà. Dalle indagini della polizia sarebbe emerso, infatti, che a scatenare i tafferugli sono state persone legate ai centri sociali di Palermo. Alla base degli scontri le contrapposizioni ideologiche tra gruppi di estrema sinistra e di estrema destra. In particolare, i cinque palermitani fermati sarebbero vicini al movimento “Anomalia ex carcere”. Non solo, si tratterebbe di persone già note agli investigatori perché finite sotto inchiesta nei mesi scorsi. Per loro era scattato un provvedimento cautelare, poi annullato dai giudici del Riesame. Trattandosi di “vecchie” conoscenze della Procura della Repubblica, per gli investigatori è stato più facile rintracciale.
Adesso si indaga sulla dinamica degli incidenti. Pare infatti che siano stati proprio i palermitani a lanciarsi per primi contro i tifosi della Lazio che avrebbero reagito duramente. Gli scontri sono avvenuti nei pressi dell’incrocio con via Mazzini. Una violenta rissa con lancio di oggetti, razzi e fumogeni. Ci sono stati alcuni feriti lievi soccorsi dal personale del 118 con diverse ambulanze. Sono intervenuti polizia e carabinieri. In un video circolato sui social network è documentata la violenta rissa scorrono immagini di un pomeriggio di violenza nel salotto della città. Un ragazzo palermitano, F.M., di 21 anni, è quello che ha avuto la peggio a causa di tre violenti calci al volto scagliati contro di lui da alcuni ultras biancocelesti. Il giovane è ricoverato al reparto di chirurgia plastica maxillo facciale dell’ospedale Villa Sofia dove i sanitari stanno cercando di curare alcune fratture al viso.
*Aggiornamento dell’11/4/2016
“I fermati di ieri sono ultras del Palermo: è soltanto in questo contesto che vanno inquadrati i fatti dello scorso pomeriggio”. Lo si legge in una nota del centro sociale Anomalia. “Forse si sta provando, sottolineando la loro ‘appartenenza’ a percorsi socio-politici, a far passare l’idea, crediamo deliberatamente, che la natura di quanto successo ieri abbia una matrice politica, di contrapposizione tra opposte fazioni. Questa visione è frutto di una ‘costruzione’ parziale e inesatta. Il loro impegno sociale corre sul binario parallelo della loro frequentazione e del loro tifo nella curva Nord inferiore dello stadio di Palermo”.
Secondo gli attivisti di Anomalia “ogni fuga in avanti giornalistica non rappresenta altro che il tentativo mediatico di abbellire notizie e trasformarle in ciò che queste non sono. Diffidiamo, dunque, questura e giornalisti ad accostare questioni assolutamente distanti tra loro: la presunta matrice politica deve lasciare spazio alla reale natura dei fatti e cioè alla dinamica ultras da cui tutto è scaturito. I fermati di ieri pomeriggio sono attivisti del Centro sociale Anomalia, vero – ammettono -. Ovvio che noi, altri militanti del centro sociale, siamo al loro fianco. Dal canto nostro aspetteremo i dovuti sviluppi della vicenda auspicando che altre tendenziose ricostruzioni giornalistiche non ne condizionino il normale percorso”.

