Ztl, caos per i ticket giornalieri | Code e nuovo cantiere in via Crispi

Ztl, caos per i ticket giornalieri | Code e nuovo cantiere in via Crispi

Introvabili i ticket cartacei quotidiani. In via Crispi lunghe code di auto.

PALERMO – L’ora X è scattata alle 8 del mattino, anche se i palermitani non sembrano essersene accorti. Il primo giorno della Ztl è iniziato con otto pattuglie dei vigili urbani all’interno dell’area che coincide con il centro storico, specialmente in via Roma che è il principale asse interessato, anche se le auto imboccano la strada come se niente fosse salvo ritrovarsi poco dopo di fronte ai caschi bianchi che hanno elevato le prime multe.

Trovare i ticket giornalieri cartacei però sembra una impresa: il gabiotto dell’Amat non li ha, così come ne è sprovvisto l’avamposto sotto le pensiline. La App richiede necessariamente il codice che si trova sulla scheda da grattare, che però sembra introvabile e verrà distribuita a partire da domani.

L’unica possibilità è acquistare tramite il sito internet del Comune con carta di credito o bollettino postale, ottenendo il codice che poi va inserito nella App, comunicato via sms o sul sito del Comune. Bisogna però aspettare una risposta positiva da parte del Comune, che deve effettuare i controlli incrociati. Il pagamento tramite App non è possibile, almeno finchè non verranno definiti gli accordi con le banche.

La confusione però regna sovrana: basta sedersi al bar Lincoln, proprio all’inizio di via Roma, per ascoltare le lamentele degli automobilisti e la sorpresa di chi, non informato, viene a conoscenza dei divieti sorseggiando un caffè. Al momento, comunicano dalla Sispi, sono già una quarantina i pass giornalieri utilizzati questa mattina, mentre quelli acquistati sono un migliaio circa.

Anche i controlli dei vigili non sono semplici: procedono a campione su chi non espone il pass, ma non sempre verificare i dati è agevole se per esempio alla guida non si trova l’intestatario dell’auto.

Intanto si registrano lunghe code di auto, come era ampiamente prevedibile, lungo le strade del perimetro della zona a traffico limitato. Specie in via Crispi dove all’aumento di flusso di auto in transito si aggiunge il caos creato da un nuovo cantiere all’altezza di via Albanese, proprio accanto al carcere Ucciardone che si aggiunge a quelli in corso per l’anello ferroviario in corrispondenza di piazzetta della Pace e di via Emerico Amari. Un nuovo cantiere di Terna per lo spostamento di un cavo dell’alta tensione nell’ambito di una parte delle opere per il completamento dell’anello ferroviario.

LE REAZIONI
“Nonostante i ricorsi, i tavoli tecnici e le proteste di commercianti, associazioni e cittadini il sindaco Orlando, tacciando di incivilta’ chi semplicemente dissente dalla sua posizione, e’ andato avanti sul provvedimento Ztl che e’ stato sostanzialmente ridimensionato al solo centro storico. A farne le spese – oltre ai cittadini che praticamente non potranno piu’ recarsi in centro in quanto l’accesso e’ impedito alle vetture private e il servizio di trasporto pubblico locale e’ quasi inesistente – saranno principalmente i commercianti”. Lo dice Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, annunciando la partecipazione a una fiaccolata venerdi’ prossimo al fianco dei comitati spontanei del centro storico nel giardino dei Giusti in Via Alloro. “Del resto – conclude – avere predisposto specifiche linee del tram che arrivano quasi all’interno dei centri commerciali cittadini come “La Torre” e “Forum” fa sorgere il sospetto che si voglia agevolare la grossa distribuzione, rappresentata dalle potenti multinazionali, a scapito dei piccoli imprenditori locali”.

“Le targhe alterne verranno revocate o no dal Comune di Palermo, dopo l’introduzione della Ztl? E verranno abolite in tutta la città o solo nel centro storico? Nonostante gli annunci di un presunto automatismo fra l’entrata in vigore della Zona a traffico limitato e l’abolizione delle targhe alterne, basta leggere l’ordinanza Ztl per capire che invece è necessario un atto formale degli uffici che ad oggi non c’è. L’ennesimo annuncio spot di una amministrazione che prepara l’ennesima fregatura per i palermitani, basandosi su dati dell’inquinamento ricavati da centraline vecchie e obsolete che la stessa Arpa vuole sostituire. Orlando vuole convincerci che questa Ztl non serve a fare cassa? Bene, rinunci per una settimana a fare multe utilizzando questi 7 giorni per informare i cittadini mediante i vigili. Altrimenti sarà solo l’ennesimo bluff”. Lo dice Filippo Occhipinti, capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo.

“Appare illogico e ingiusto che i residenti che non usano la macchina siano obbligati a pagare un pass e che chi non ha un parcheggio privato sia costretto a pagare in aggiunta 30 euro per la sosta del veicolo – dice Nadia Spallitta del Pd – Ugualmente illogico – se lo scopo della Ztl ridurre l’inquinamento – introdurre dei limiti orari. Così facendo si consente il passaggio a chiunque dalle ore 20 nei giorni feriali e praticamente per tutto il sabato e la domenica, compromettendo in questo modo eventuali benefici delle stesse Ztl. Le somme derivanti dalle Ztl, ad oggi, non sono iscritte né nel bilancio del Comune né in quello dell’Amat (sia in entrata che in uscita), con evidente violazione di tutte le norme che impongono che tali atti siano completi e trasparenti. Il rilascio dei pass viene affidato dall’Amat all’Aci e da quest’utlimo a soggetti terzi (in assenza delle dovute autorizzazioni). Invero l’Amat è un soggetto delegato dal Comune e non potrebbe a sua volta delegare queste competenze a terzi. In generale l’istituzione della Ztl centrale, che va dalla stazione centrale fino a via Notarbartolo e da Porta Nuova a Porta Felice (sia pure con l’avvio in questa fase della Ztl 1), in mancanza di servizi alternativi, rischia di compromettere non solo il diritto alla mobilità, in alcuni casi addirittura negato (si pensi a chi ha auto inquinanti Euro 1 e 2 e non può utilizzare mezzi pubblici per accedere all’interno dell’area), ma di aggravare le condizioni di crisi economica, soprattutto delle zone del centro sono diventate per molti sostanzialmente inaccessibili”.

“Per venire incontro sia alle esigenze di tutela della salute pubblica che a quelle dei commercianti, abbiamo sostenuto fin dalla prima ora una Zona a Traffico Limitato contenuta ad una porzione ridotta di città, che il Comune ha fatto coincidere con il centro storico. Ma dopo la prima giornata, non possiamo non sottolineare, che prima dell’avvio della Ztl, avremmo voluto, e lo abbiamo richiesto in tante occasioni, che si mettessero in campo, con soluzioni chiare, i progetti di rilancio e di sviluppo economico-commerciale del centro storico, in particolare della via Roma. Progetti in cui la Ztl rappresentasse soltanto una parte e non l’unico provvedimento, peraltro rivolto soltanto alla mobilità”. Lo afferma Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo. “Da mesi, Confcommercio Palermo è pronta a rilanciare il tessuto produttivo con progetti che noi stessi, Confcommercio e imprese, siamo pronti a sostenere – aggiunge Di Dio -. Non chiediamo nulla come sostegno economico, ma è necessario il supporto dell’amministrazione comunale, e l’urgenza è il primo atto di responsabilità che chiediamo. Vorremmo far comprendere che non si vive soltanto di mobilità, ma abbiamo bisogno anche di “vivibilità” delle imprese, oltre che dei cittadini. La Ztl – prosegue – può rappresentare uno degli elementi di un progetto di riqualificazione complessiva del centro storico per valorizzarlo, soprattutto da un punto di vista economico, ma a condizione che sia attuata collegandola ad altre iniziative indifferibili. non possiamo correre il rischio di far crollare quel po’ di sistema economico che esiste e che da tempo resiste tra mille difficoltà. “Palermo deve essere capace non soltanto di far sopravvivere gli operatori – continua Di Dio – ma anche di attrarne di nuovi, certamente non possiamo snaturare una ampia area della città che non può essere fatta esclusivamente di ristoranti, pub, pizzerie e food in genere. Perché, in questo modo, rischiamo che di giorno con la Ztl creiamo ostacoli all’accessibilità di un’area già di per sé fragile dal punto di vista commerciale e la sera corriamo il rischio che quella stessa zona si degradi sempre di più, come capita in diverse zone del centro storico, dove il proliferare di attività di pub e pubblici esercizi fuori dalle regole ha trasformato intere aree in discoteche a cielo aperto, molto lontane dal modello di città europea verso cui vogliamo indirizzare la nostra Palermo”, conclude Di Dio.

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