Barellieri e autisti ma non idonei | Tre licenziamenti alla Seus

Barellieri e autisti ma non idonei | Tre licenziamenti alla Seus

L'azienda: "Non possiamo pagare chi non può garantire il lavoro". Tamajo: "Tutelare i lavoratori"

La società che gestisce il 118
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PALERMO – Sono scattati i primi tre licenziamenti degli inabili alla Seus, la società che gestisce il 118 in Sicilia. Per altri sei sono in corso le procedura per portare alla chiusura del rapporto di lavoro. I barellieri e gli autisti soccorritori hanno un contratto a tempo indeterminato, ma solo per svolgere quel lavoro. In 40 nel corso delle visite mediche sono risultati non idonei. “La Seus come prevedono le norme ha provato a ricollocarli – spiega Gaetano Montalbano presidente della Seus – Ma se le aziende non hanno necessità di personale l’unica strada resta il licenziamento. Ho sentito che in qualche caso si tratta di lavoratori che hanno malattie gravi come il tumore, in questo caso se l’azienda ha notizie che gli autisti stanno facendo delle terapie salvavita la procedura è diversa e il licenziamento viene sospeso. Ma al momento non abbiamo ricevuto queste comunicazioni. Stiamo solo rispettando la norma. Un’azienda non può pagare stipendi a chi non può garantire la prestazione lavorativa” La Seus conta già 3.200 dipendenti di cui circa 500 da anni dichiarati in esubero tanto da essere piazzati all’interno delle Asp attraverso delle convenzioni.

Il deputato del Pd Luca Sammartino chiede l’intervento dell’assessore alla Sanità Baldo Gucciardi. “In poche parole un lavoratore, colpito da un infarto non solo deve subire il danno per il suo precario stato di salute ma anche la beffa di dover perdere il posto di lavoro – scrive Sammartino in una nota – Capisco che la Seus è costretta a licenziare perché non può utilizzare chi ha seri e gravi problemi di salute per la tipologia di servizio che svolge, ma che fine ha fatto la legittima tutela del lavoratore, del malato e del più debole? Tutto ciò è inaccettabile per un paese che si definisce civile”.

“Gli operatori della Seus meritano di essere tutelati per il loro lavoro fortemente usurante, non certo licenziati. Chiedo, quindi, al presidente Gaetano Montalbano di continuare a fare tutti gli sforzi possibili per cercare di impiegare gli inidonei per motivi di salute in posti di “minor aggravio”, dove viene svolta attività di supporto alle prestazioni in emergenza territoriale e che risultino compatibili con le eventuali limitazioni prescritte dal medico competente. Ed auspico pure che rinnovi l’appello alle aziende sanitarie socie della Seus per eventualmente ricollocarli”. Lo afferma Edy Tamajo, deputato regionale di Sicilia Futura.


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