PALERMO – Addio a 48 poltrone nelle circoscrizioni di Palermo. Il consiglio comunale ha infatti approvato una modifica al regolamento sul decentramento che recepisce la nuova disposizione di legge (legge regionale 11 del 2015) con cui i parlamentini di quartiere passano da 16 componenti (presidente compreso) a 10 (presidente compreso). In realtà si trattava di un atto dovuto: se anche l’Aula non si fosse espressa, la Regione avrebbe inviato un commissario che lo avrebbe fatto al suo posto.
Il taglio sarebbe potuto essere anche più pesante: la legge prevede al massimo 10 componenti, ma non ne fissa il numero esatto. Lo scorso febbraio Forza Italia aveva anche proposto una riduzione proporzionale agli abitanti delle singole circoscrizioni, ma alla fine il consiglio ha optato per la riduzione meno traumatica che scatterà a partire dalle prossime elezioni.
LE REAZIONI
“Il consiglio ha voluto salvaguardare uno stato di fatto lasciando il numero dei consiglieri a dieci – dice il capogruppo Fi Giulio Tantillo – ma in futuro la situazione cambierà. E’ stato infatti approvato un mio ordine del giorno con cui si impegna il prossimo consiglio comunale, in vista delle Amministrative del 2022, a riperimetrare le circoscrizioni e ad approvare un regolamento unico per il decentramento, così come previsto dalla legge”.
“Così come sono, le Circoscrizioni sono delle armi spuntate che non incidono nel territorio come dovrebbero. Non ha alcuna importanza il numero dei consiglieri, se poi non si danno mezzi e risorse per rispondere alle esigenze e ai bisogni dei residenti”. Lo dice il consigliere comunale di Palermo Filippo Occhipinti, in merito alla decisione del consiglio comunale di portare a 10 il numero dei componenti dei consigli di Circoscrizione della città. “Più volte si è tentato di dare più poteri alle Circoscrizioni, ma alcuni consiglieri hanno fatto fuoco e fiamme – continua Occhipinti – Il prossimo consiglio dovrà darsi come priorità il decentramento sul modello delle municipalità di Roma. Tanti piccoli sindaci con bilancio e tante piccole Rap a supporto della pulizia e della manutenzione degli spazi cittadini. Altrimenti le circoscrizioni rimarranno solo un costo per la collettività e non un’opportunità di miglioramento e controllo dei quartieri”.

