PALERMO – Lo Stand Florio di via Messina Marine, a Palermo, torna all’antico splendore e segna la rinascita della costa sud di Palermo. La vecchia Tavernetta per il tiro al piccione, costruita nel 1905 e progettata dal celebre Gaetano Basile, meta privilegiata della nobiltà palermitana e gioiello del Liberty, ma fino a qualche tempo fa simbolo del degrado della periferia, riapre i battenti e diventa in una grande area dedicata alla cultura e all’arte. Una trasformazione radicale che restituisce alla costa un gioiello per troppo tempo abbandonato, grazie all’investimento di un privato e alla collaborazione con le istituzioni.
“Una gemma del demanio messa a disposizione della città e che torna a essere punto di riferimento per la città, mi sembra di essere a Mondello”, dice sorridente il sindaco Leoluca Orlando, protagonista della conferenza stampa insieme al Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, al Soprintendente dei Beni Culturali Lina Bellanca e all‘Amministratore unico della Stand Florio Unipersonale s.r.l. Fabio Vajana.
I lavori sono iniziati nel dicembre scorso e sono già stati completati nella sala principale, ossia la Tavernetta con il piano superiore, mentre proseguiranno all’esterno per l’area verde, le cucine, gli uffici e una grande arena da 300 posti. La struttura, per anni abbandonata e occupata abusivamente, è stata inserita dal Demanio all’interno di un progetto più ampio di riqualificazione di alcuni beni storici sulle coste italiane: in particolare lo Stand è stato affidato per 50 anni alla Servizi Italia che poi ha costituito una società di scopo, pagando un canone di 14.400 euro l’anno a fronte di un investimento complessivo di 600 mila euro. “La Sicilia è la protagonista assoluta del progetto Valore Paese- Fari – ha aggiunto Reggi – l’Agenzia del Demanio ha già assegnato otto strutture che sono in corso di riqualificazione. Lo Stand Florio rappresenta un importante pezzo di storia di Palermo e dopo anni di abbandono oggi è quasi pronto per tornare ad essere un luogo d’incontro e di socialità con spazi dedicati alla lettura, alla cultura e all’arte”.
A restauro concluso tutta l’area si trasformerà in un ”contemporary hub”, con tanto di caffè letterario e una sala lettura nell’edificio principale. Il primo piano sarà adibito ad area espositiva temporanea, utilizzabile anche per set fotografici e piccoli eventi. Nel giardino, oltre all’arena, ci sarà spazio per mostre temporanee, fiere e presentazioni. “Si tratta di un complessivo di elevatissimo valore – ha spiegato Fabio Massimo Vajana – vogliamo trasformarlo in un centro creativo, culturale, d’intrattenimento e benessere per tutta la città e per la costa sud, rimasta finora un po’ al di fuori del grande processo di rinnovamento di Palermo. Stiamo investendo risorse private, ad oggi non abbiamo potuto usufruire di alcun tipo di finanziamento pubblico”.
Un vero colpo d’occhio, se si guarda tutto intorno: lo Stand si erge bianco e splendente, mentre accanto ci sono ancora ruderi e terreni recintati alla meno peggio. “Chiederemo alle autorità di bonificare l’area intorno – dice Vajana – così da offrire alla città anche un polmone verde per il tempo libero”. Ma comunque è un inizio, per una parte di città che da troppo tempo chiede di recuperare il rapporto con il mare e di rilanciarsi economicamente. Non è un caso che l’azienda che ha recuperato lo Stand abbia chiesto anche l’area demaniale marittima che si estende davanti alla struttura, così da poter recuperare la vista del mare: una richiesta bloccata fino all’approvazione del Pudm, il Piano d’uso del demanio marittimo. “Quello di oggi è un ulteriore passo per il rilancio della costa sud – ha aggiunto il sindaco – abbiamo sollecitato alla Regione per anni l’approvazione del Pudm, adesso lo stiamo aggiornando e sono certo che il consiglio nei prossimi mesi si farà trovare pronto”.
Presenti anche i consiglieri comunali Paolo Caracausi, Tony Sala e Sandro Terrani. “Oggi è una giornata importante – commenta Caracausi – per la costa sud e per tutta la città. Già qualche giorno fa avevamo chiesto la bonifica immediata dell’area per non vanificare lo sforzo di questi imprenditori, ora più che mai le istituzioni devono sostenere i loro sforzi di rilancio di questa struttura”. “Una sinergia tra pubblico e privato che sta dando i suoi frutti – dice Sala – Bisogna intervenire per restituire alla fruibilità tutta la costa e la spiaggia da Sant’Erasmo alla Bandita. Questa è una sfida lanciata per aumentare l’attenzione verso la periferia e spero che venga raccolta dall’agenzia del Demanio e dai tanti imprenditori privati. Il piano di utilizzo marittimo è uno strumento necessario per consentire ed invogliare gli investitori per valutare positivamente tutta la costa di Palermo. Sono convinto che, non appena iscritto all’ordine del giorno, sarà discusso e approvato”.
“La costa Sud ritorna ad essere punto di riferimento dell’intera città – dice Terrani – proprio grazie alla sinergia tra pubblico e privato, per questo aspettiamo che la Regione intervenga sul Pudm così da consentire gli investimenti da Sant’Erasmo ad Acqua dei Corsari. Fondamentale sarà la realizzazione della fognatura a sistema separato, il cui progetto si trova all’Urega. Verranno eliminati tre scarichi fognari; quello della Bandita sarà convogliato sempre lì, mentre quello del mammellone sarà collegato al depuratore di Acqua dei Corsari”.

