I blitz e la mafia che verrà| Quei personaggi non identificati

I blitz e la mafia che verrà| Quei personaggi non identificati

Tanti i Mister X la cui identità non è stata svelata. La loro impronta nelle carte giudiziarie.

PALERMO – Le carte giudiziarie sono zeppe di “personaggi non meglio identificati”. Tutta gente che gravita negli ambienti mafiosi la cui identità, è lecito ipotizzarlo, sarà svelata nelle prossime inchieste. Fanno parte di quel bacino da cui Cosa nostra recluta la nuova manovalanza che si fa strada.

L’ultimo blitz in ordine cronologico è di poche settimane fa quando in manette sono finiti i nuovi presunti affiliati dei mandamenti di Porta Nuova e Resuttana. Di Mister X ce ne sono parecchi. Come l’uomo che partecipò alla riunione in un bar dell’Arenella dove furono sanciti gli accordi per la messa a posto del titolare di un’impresa di autotrasporti. C’erano Giuseppe Corona, volto nuovo a Porta Nuova, e Gregorio Palazzotto, che si è beccato una condanna pesantissima per avere gestito, assieme al cugino Domenico, la famiglia dell’Arenella.

A volte viene pronunciato qualche cognome che però, nonostante le apparenze, non agevola l’identificazione. Ad esempio Corona, mentre parlava del “morto”, riferendosi a Giuseppe Di Giacomo, boss di Palermo Centro assassinato alla Zisa, con cui lo stesso Corona aveva avuto degli screzi, tirava in ballo “pure a quell’altro carabiniere del Geraci” a cui sarebbe stato detto di “starsene a casa”.

Sempre Corona, nel 2014, di rientro da una trasferta a Torre Annunziata, probabilmente per comprare droga, convocò una riunione alla “stalla” – un vecchio magazzino del Borgo Vecchio – a cui presero parte il campano Savino Intagliatore, Salvatore Buccheri e Gioacchino Salamone (arrestati nello stesso blitz di Corona, ndr) e “un soggetto al momento non identificato”.

Nel febbraio 2015 in una taverna in via tavola Tonda, quartier generale del clan, le telecamere inquadrano Giuseppe Salamone (pure lui finito in carcere, ndr) mentre consegnava una busta a un personaggio misterioso. Nella busta, dicono gli investigatori, c’era droga. Un pusher oppure un grossista? Altre volte si è visto bazzicare nella stalla o alla taverna un altro uomo dall’identità non svelata. Arrivava in sella ad uno scooter, ritirava qualcosa e andava via. Si comincia così, spacciando droga e poi, quando gli altri finiscono in carcere, si fa carriera.


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