I palermitani amano l'auto| Ma crescono i mezzi pubblici

I palermitani amano l’auto| Ma crescono i mezzi pubblici

La giunta approva le linee di indirizzo del Piano della mobilità che punta su tram e parcheggi.

PALERMO – Quasi otto palermitani su 10, tutti i giorni, si muovono in automobile o con un ciclomotore, 12 su 100 vanno a piedi, nove usano tram, autobus e treni e appena uno su cento opta per le due ruote. Le auto immatricolate nel 2017 sono quasi la metà di quelle nuove di dieci anni prima e sei persone su 10 ne possiedono una, ma quelle più inquinanti si sono dimezzate nell’ultimo decennio. E’ questo quanto emerge dalle linee di indirizzo del Pums, ossia del Piano urbano della mobilità sostenibile che la legge impone a tutte le grandi città di adottare e che descrive, nell’arco di un decennio, non solo la situazione attuale della mobilità ma soprattutto quella futura, analizzando criticità e problemi e programmando gli interventi.

Uno strumento di pianificazione a lungo termine, complementare al Piano urbano del traffico ma più importante, le cui linee guida sono state messe a punto da una task-force di ingegneri, statistici e architetti del Comune, col supporto dell’Amat, approvate in giunta prima di Natale e che adesso inizierà il suo iter fino all’arrivo in consiglio comunale, previsto per la fine del 2019. Quasi 150 pagine di grafici e tabelle che passano in rassegna il modo in cui i palermitani si spostano, le opportunità che offre la città, le tante criticità ma anche gli sviluppi futuri. L’obiettivo del Piano è infatti coniugare il diritto del singolo a muoversi col dovere di non gravare sull’intera collettività in termini di traffico, incidenti e inquinamento, migliorando il trasporto pubblico locale e la qualità dell’aria e aumentando la sicurezza.

Al momento ci sono soltanto le linee di indirizzo, ma l’approvazione in giunta era comunque un passaggio propedeutico per poter accedere ai finanziamenti (come quelli per le linee di tram). “Con questo strumento – dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – si delinea sempre più il quadro entro cui si inseriranno tutti gli interventi per una mobilità che vogliamo sempre più dolce e sostenibile. Grazie a questo Piano, la città ha uno strumento di programmazione che rende chiaro il significato e la finalità di ogni intervento in un contesto più ampio: così i parcheggi diventano elemento fondamentale non per favorire l’utilizzo dell’auto privata ma come luoghi di scambio, così gli stalli del bike-sharing o del car-sharing si inseriscono in un sistema intermodale, così soprattutto possiamo dare all’Amat una visione di insieme per costruire la propria programmazione e per costruire insieme il contratto di servizio”.

Il Pums punterà molto sul porto e sull’aeroporto come vie privilegiate di collegamento: Palermo dovrà occuparsi sempre più dei croceristi, lasciando le merci a Termini Imerese. Per quanto riguarda la mobilità interna, invece, distingue quattro livelli: metropolitano, ossia il passante che collega i comuni attorno alla città; distributivo, ovvero l’anello ferroviario al centro; di penetrazione, puntando in questo caso su tram e Metropolitana automatica leggera; dell’ultimo miglio, in pratica autobus, automobili, car e bike sharing, piste ciclabili.

Nel capoluogo siciliano vivono 668 mila abitanti, di cui il 52% donne e 184 mila occupati; soltanto il 42% però si muove tutti i giorni per andare al lavoro o a scuola, per lo più all’interno della città visto che solo il 3% va in provincia. Ma a Palermo arrivano anche pendolari da altri comuni, poco meno di 60 mila, di cui quasi l’89% dall’hinterland e in particolare da Monreale, Carini, Bagheria, Misilmeri e Villabate. Peccato che, per il 60%, i palermitani si muovano con l’automobile e il 18% con un ciclomotore, quindi con mezzi privati; il 12% va a piedi, il 9% usa i mezzi pubblici e appena l’1% usa la bicicletta. Ovviamente nella fascia di chi studia, e quindi tendenzialmente è più giovane, si preferiscono le due ruote o i mezzi pubblici, in continuo aumento, mentre tra chi si sposta per andare in ufficio il 70% opta per auto e moto. Ma quanto tempo passano i palermitani nel traffico? Il 47% raggiunge la propria meta entro i 15 minuti, il 38% entro mezz’ora e il resto entro un’ora, anche se rispetto al 2001 il tempo impiegato in media è aumentato.

Le piste ciclabili, dal 2011 al 2017, sono aumentate del 133% passando da 21 a 49 chilometri anche se gli spostamenti su due ruote sono pari ad appena l’1%. Il punto è che la bici a Palermo è considerata un mezzo poco sicuro con 145 incidenti con feriti nel 2017 e tre addirittura mortali. Mentre sono sei i nodi di interscambio: Stazione centrale, Oreto, Basile, Emiri, Giotto e Stadio.

Andiamo alle criticità. L’anno scorso a Palermo ci sono stati 2.169 incidenti che hanno provocato 27 morti e quasi 3 mila feriti, anche se i numeri sono in costante calo: per lo più gli incidenti capitano a ora di pranzo, fra le 13 e le 14, e più sovente di mercoledì, mentre il mese peggiore è stato quello di maggio. Il capoluogo siciliano consta di una viabilità carente, di un inquinamento atmosferico e acustico ancora elevato, spesso bici e pedoni non godono di spazi sicuri, le auto parcheggiate fuori da ogni regola ostacolano la circolazione e i posti auto regolari sono carenti. Per non parlare dei cantieri spesso infiniti e delle relative proteste di alcune categorie.

Le linee di indirizzo del Pums passano in rassegna, infine, le potenzialità di Palermo: nei prossimi anni saranno completate alcune infrastrutture come anello e passante, aumenterà il turismo e si svecchierà il parco auto, ma serviranno più parcheggi e più mezzi pubblici, oltre al biglietto unico. Il piano suggerisce inoltre di aumentare le zone con un limite orario di 30 chilometri, di migliorare la qualità delle strade e la loro illuminazione, di installare più semafori pedonali e di aumentare i servizi alle fermate degli autobus, da rivedere anche esteticamente. Bisognerà puntare poi sui parcheggi di scambio intermodale. Il piano triennale delle opere pubbliche, dal 2018 al 2020, prevede investimenti nel campo dei trasporti per quasi 2 miliardi (per lo più nel 2019 e 2020), ma per il Pums bisogna anche realizzare gli svincoli Oreto e Francia della circonvallazione, creare un ponte tra via Rapisardi e via Umberto Giordano sopra l’asse ferroviario e un ponte sull’Oreto che colleghi la Guadagna al Civico.

 

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