PALERMO – Se c’è un modo per coltivare l’eternità è la tenacia con cui hai seminato il tuo sorriso. Perché i sorrisi che lasci saranno fiori, amuleti per ogni inverno, nella strada degli altri. Aldo il clochard, ammazzato sotto i portici, quasi un anno fa, aveva balconate di sorrisi da regalare. Nessuno l’ha dimenticato. Il prossimo 17 dicembre i suoi amici lo ricorderanno insieme.
La storia giudiziaria intorno al dolore, nel frattempo, è andata avanti. Un diciassettenne, accusato di omicidio preterintenzionale e rapina aggravata, è stato condannato a dieci anni. Lo rintracciarono per le macchie di sangue sul giubbotto. Gli amici di Aldo, nel rimpianto che non si rimargina, hanno ancora voglia di parlare e di segnare il tempo dell’assenza.
Dice Massimo Brizzi, giornalista e scrittore, che, sulla vicenda, ha pubblicato un libro intenso, ‘Aldo ed Helios, un sogno di libertà’: “Non voglio addentrarmi nella sentenza. Parliamo di un ragazzino che non ha capito neanche la gravità del suo gesto e spero che riesca a comprenderla. Io ricordo sempre la gentilezza di Aldo, il modo in cui ti guardava, con dolcezza. Era un uomo che incideva, con garbo, in profondità”. Helios, il coprotagonista, è il gatto che accompagnava, nel suo viaggio, l’uomo dei portici. E’ stato adottato da Marco, un altro buon amico, che lo ha preso in casa.
Marco racconta: “Helios sta bene. Con Aldo andavamo spesso a mangiare. Non ho mai conosciuto una persona più libera. Lui ripeteva che per la libertà bisogna essere disposti a pagare un prezzo molto alto e l’ha pagato. Era molto riservato, non mi ha mai rivelato da dove veniva. Spiegava che, a parte la vita, non potevano togliergli niente. Il suo affetto era accogliente come le sue parole. Stava seduto con il gatto sulle gambe e osservava i passanti e di tutti ricordava qualcosa. La condanna? Non la trovo giusta, mi sembra poco”.
Non è una osservazione isolata. Giusy, per esempio, ha scritto su facebook: “Aldo è morto per 25 euro. Il suo assassino, minorenne è stato condannato a soli 10 anni di carcere. Se andrà bene tra permessi , buona condotta etc forse riuscirà a fare tre anni di galera. Questa è la (in)giustizia italiana. Morire per una rapina di 25 euro”. Altre voci critiche, sul web, si sono addensate. Ma non è mai semplice la fatica del giudicare.
Daniela, invece, non commenta il processo: “Il prossimo diciassette dicembre organizzeremo qualcosa per il nostro Aldo, sì. Ma noi lo pensiamo sempre, giorno per giorno. Non ho mai provato rabbia, chissà che vita avrà avuto chi lo ha colpito per giungere a tanto. Ho tristezza, ma anche speranza. Aldo continua a unirci. Due sue amiche olandesi che gli avevano promesso di venire a Palermo sono arrivate in città e hanno deposto un fiore sulla sua tomba”. Un fiore per la strada che continua. Un sorriso per l’inverno che verrà.

