PALERMO – Notte di tensione a Messina, con le auto in fila per sbarcare in Sicilia. A lanciare l’allarme è stato il governatore Nello Musumeci. “Mi segnalano appena adesso che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate – ha scritto Musumeci su Facebook – Non è possibile e non accetto che questo accada. Ho chiesto al prefetto di intervenire immediatamente.
C’è un decreto del ministro delle Infrastrutture e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza. Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello”. Poi è lo stesso Musumeci a lanciare un nuovo messaggio, stavolta dai toni distensivi: “Ho appena avuto conferma dalla prefettura di Messina che saranno ulteriormente intensificati i controlli sullo Stretto Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, solo i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. Basta. Stiamo facendo sacrifici enormi e bisogna dare certezze a tutti i cittadini che questa fase è seguita con impegno”.
Resta da capire se davvero siano stati fatti tutti i controlli, se sia stato un rientro di soli soggetti autorizzati. Secondo i numeri ufficiali comunicati da Caronte & Tourist, la compagnia che gestisce i collegamenti, ieri i passeggeri sono stati 551 i siciliani, a bordo di 239 auto. Sabato erano stati 739, oltre 12 mila in poco più di una settimana.
La chiusura delle fabbriche al Nord e le nuove restrizioni hanno fatto esplodere di nuovo il rischio di una ulteriore ‘fuga’ verso il Sud. Per questo il ministro della Salute e il ministro dell’Interno hanno adottato una nuova ordinanza per impedire gli spostamenti in un Comune diverso da quello in cui ci si trova: poco dopo, alcuni passeggeri diretti verso il Sud Italia. Ieri pomeriggio alcune persone sono state respinte alla stazione di Milano. Poi la notte di tensione a Milano.

