E se Di Peri avesse ragione? | (O almeno se non avesse torto?)

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l comandante dei vigili urbani di Palermo, Serafino Di Peri, dice a Livesicilia che le domeniche del pallone, a Palermo, rappresentano una sorta di sospensione di alcuni, tra regolamenti e leggi della strada. Si può posteggiare selvaggiamente, i vigili non chiuderanno un occhio, no. Cercheranno di essere, però," comprensivi", per permettere alla gente di andare allo stadio.
La polemica sui vigili urbani
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Il comandante dei vigili urbani di Palermo, Serafino Di Peri, dice a Livesicilia che le domeniche del pallone, a Palermo, rappresentano una sorta di sospensione di alcuni, tra regolamenti e leggi della strada. Si può posteggiare selvaggiamente, i vigili non chiuderanno un occhio, no. Cercheranno di essere, però,” comprensivi”, per permettere alla gente di andare allo stadio. Questo il succo del discorso. Un succo amarissimo. Dal comandante ci si aspetterebbe una dichiarazione a sciabola levata. Una frase roboante per le nostre orecchie, in grado di fargli fare una bella figura, col cappello in testa,  e di lasciare, al tempo stesso, le cose come sono. Perché le cose sono come sono. E Di Peri – non un burocrate, una che conosce la viabilità sul campo – lo sa e si limita a non fuggire al cospetto della verità che tutti conosciamo. E sa che sarebbe perfettamente inutile tentare di arrestare molta parte della fiumana che si reca una settimana e una no al “Barbera”. Per due motivi. Perché buona parte di quella fiumana è incivile e considera “U’ Paliemmu” un alibi.  E perché elevare le multe sarebbe una vessazione anche per i cittadini illibati, in mancanza di parcheggi e alternative plausibili. Il rispetto della legalità si può chiedere quando non rappresenti un suicidio. Sennò diventa un atto di eroismo, un harakiri.
Le pietre indignate e metaforiche dei nostri lettori si sono rivolte contro il comandante. Bene. Ma adesso sarebbe il caso di prendere la mira contro due nuovi bersagli: l’amministrazione di questa città e noi stessi. R.P.

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