Etna Bio Valley, Rubulotta:| “Non ho paura, mi sento solo”

Etna Bio Valley, Rubulotta:| “Non ho paura, mi sento solo”

L'imprenditore cerca di ricominciare. Ma il suo non è un caso isolato a Randazzo.

Dopo l'incendio e le intimidazioni
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I danneggiamenti

RANDAZZO – “Non sto provando paura, sto provando solitudine. Molti non hanno nemmeno avuto la forza di chiamarmi”. A parlare è Salvatore Rubulotta, il creatore di Etna Bio Valley, l’eco villaggio nato nel 2012 nella frazione di Fornazzo, nel comune di Sant’Alfio, e da settembre scorso trasferito a Randazzo, in contrada Donna Bianca, dove è stato dato alle fiamme nella notte tra il 29 e il 30 maggio. Tre gli episodi che all’indomani dell’incendio hanno assunto agli occhi di Salvo una connotazione diversa. A metà maggio la morte dell’asino con cui erano arrivati nell’eco villaggio i documentaristi di Italia che cambia. Escluso subito dal veterinario che si trattasse di una colica, era bastato lasciare l’animale solo per qualche ora per ritrovarlo agonizzante. La domenica prima dell’incendio era stata invece la volta di uno scheletro di mucca rinvenuto nel boschetto circostante al rustico. “Mentre altre volte trovavo solo pezzi – dice Salvo – stavolta era per intero e il giorno prima lì non c’era, garantito”. Uno scheletro che attorno, continua, non aveva nemmeno carne in putrefazione. E infine il casale rimasto incustodito la notte tra il 29 e il 30 dopo che le due donne straniere che vi alloggiavano hanno accettato l’invito di un ragazzo, incontrato nel pomeriggio in un bar di Randazzo, ad andare a fare una doccia a casa sua.

I danni dell'incendio

 

la carcassa di animale

Nonostante le parole di solidarietà spese dal primo cittadino, Michele Mangione, e le indagini su cui le Forze dell’Ordine mantengono il massimo riserbo, Salvo si sente comunque solo. “Sto conoscendo tante persone che mi stanno esprimendo solidarietà, ma nessuno di questi è oriundo”. “Voglio pensare – continua – che le persone del territorio non l’hanno saputo ancora”. Ma è proprio a chi il territorio lo vive giorno dopo giorno che l’ideatore di Etna Bio Valley chiede di rispondere, anche in forma anonima, a un interrogativo che lo fa oscillare tra il desiderio di restare e non darla vinta a chi ha provato a distruggere il suo sogno e la decisione di andare via per dare serenità a chi gli sta accanto. “Cosa dovrebbe fare Salvo Rubulotta?”.

Un caso non isolato quello avvenuto all’eco villaggio. Diversi sono infatti gli episodi simili che negli anni hanno interessato la zona. Tutti seguiti da denunce verso ignoti, ma che ad oggi non hanno ancora registrato alcun esito investigativo. E di fronte allo stesso modus operandi, quanto avvenuto all’Etna Bio Valley riapre una ferita in chi c’è già passato. “Questi ce la devono smettere. Io non ho paura. Mi hanno lasciato solo, ma non ho paura”. Tuona così il proprietario di un vigneto che anni fa ha visto la propria casa andare in fiamme, i vitigni e gli ulivi distrutti e quanto c’era nel rustico trafugato. Danni per migliaia di euro. Tutto preceduto da un primo incendio che sapeva di avvertimento. Denunce puntualmente sporte ma senza risultato. E a chi dice che a Randazzo sono diminuiti i reati, risponde: “In realtà sono diminuite le denunce, perché la gente ha paura, perché non si sente tutelata”.

Intanto Salvo vorrebbe ripartire ma ha bisogno dell’aiuto di tutti. “Serve ogni tipo di materiale, dai tavoli ai piatti, per tentare di recuperare il casolare distrutto o anche per cercarne un altro. Se qualcuno vuole e può aiutarmi, si può fare avanti. Mi può trovare su Facebook o contattarmi alla mail etnabiovalley@gmail.com”.

Guarda il video girato da Etna Bio Valley https://www.youtube.com/watch?v=eETdyI_eK7k&feature=youtu.be

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