CATANIA – Lo scrivente, quale ex Direttore generale della Simei SpA e parte danneggiata dai fatti reato contestati all’ex assessore municipale Avv. Giuseppe Girlando, tiene a precisare quanto segue: “l’Avv. Girlando con la dichiarazione resa al Vostro giornalista, tenta di attribuire ogni responsabilità del fallimento della Simei SpA ad un presunto errore commesso in sede di proposta di concordato dal professionista contabile la cui attestazione sarebbe stata viziata, con conseguente domanda di concordato “sballata ed elusiva dei vincoli di legge”. L’ex assessore dimentica, però, tre circostanze: 1) con delibera del giugno 2013, la Giunta municipale di Catania, guidata dal Sindaco Avv. Stancanelli aveva autorizzato il responsabile dell’Ufficio a sottoscrivere una transazione “vantaggiosa per il Comune di Catania” che prevedeva il pagamento dilazionato dell’importo di oltre otto milioni di Euro; delibera la cui esecuzione, la nuova amministrazione Bianco ha rinviato, volendo verificare la esattezza del debito riconosciuto, per poi, dopo oltre 18 mesi, proporre una nuova transazione, con ulteriore sconto sugli interessi e sul capitale. Ciò senza revocare quella delibera della precedente Giunta, ritenuta,inopportunamente ed inammissibilmente, in più occasioni, dallo stesso Assessore, “carta straccia”. 2) Detta mancata esecuzione della transazione già deliberata ed autorizzata, ha determinato le condizioni di insolvenza della fine del 2015 che hanno indotto la Simei SpA a dover presentare una domanda di “concordato in bianco”. Da qui, la Simei SpA è stata costretta, per il palese stato di necessità, causato dagli inadempimenti del Comune, a riesaminare e condividere una diversa proposta di transazione imposta dal Comune di Catania per un importo inferiore (quasi la metà di quello autorizzato nel giugno 2013). Proposta che, poi, nonostante la condivisione della Simei (con l’acqua alla gola) è stata dal Comune sottoposta all’approvazione dell’ATI Enel Sole Srl con una inaccettabile improvvisa modifica dell’imputazione della spesa al bilancio dell’anno successivo. Il che avrebbe reso le rate liquidabili in notevole ritardo rispetto alle date, in precedenza, condivise ai fini della proposta di concordato. 3) L’ex assessore ha dimenticato infine, che, in più occasioni prima della presentazione della domanda di concordato in bianco, ha sottolineato in pubblico alla presenza anche di professionisti e fornitori della Simei SpA che il Comune di Catania “non aveva interesse a salvare la SimeiSpA”, come se il debito del Comune di Catania, maturato nei confronti della Simei SpA, non fosse conseguenza degli inadempimenti dello stesso Ente. Anzi, dobbiamo, oggi, evidenziare con il senno del poi, che il Comune di Catania ha dimostrato di avere avuto interesse al fallimento della SimeiSpA, in quanto con la procedura concorsuale il “debito dell’Ente locale” di fatto subirà un ulteriore forzata proroga e potrebbe, in astratto, consentire una nuova ulteriore decurtazione. Per completezza di disamina, si evidenzia, infine, che la costituzione di parte civile della Curatela del Fallimento SimeiSpA è conferma che il mancato adempimento del Comune di Catania alle proprie obbligazioni nei confronti di Simei SpA ed il conseguente fallimento della stessa società, sono strettamente connessi e collegati ai fatti contestati all’Avv. Giuseppe Girlando, che, naturalmente, ha interesse ad arrampicarsi sugli specchi sostenendo il contrario. D’altronde, il contenuto della registrazione dei fatti contestati allo stesso non può portare a conclusioni diverse. ”

