CATANIA – Sembra quasi una telenovela senza fine la procedura per l’accorpamento delle Camere di Commercio siciliane. Ce ne sono tre in atto in questo momento (Catania, Palermo e Trapani le città capofila), ma quelle che pesano di più – in termini di note, carte, esposti, conferenze stampa e polemiche – sono quelle di Palermo e Catania. La prima per congiungersi a quella di Enna. La seconda per formare il polo del Sud Est con Siracusa e Ragusa.
A che punto siamo? I due commissari ad acta, responsabili unici per i procedimenti – Genco a Palermo e Pagliaro a Catania – hanno già completato ciò che era di loro competenza e inviato verbali e risultati all’assessorato regionale alle Attività Produttive retto da Mariella Lo Bello la quale, almeno per quanto riguarda Catania, ha l’incartamento conclusivo da fine gennaio. Eppure a distanza di un mese e più sembra che un nuovo stop si sia materializzato sulla strada di questi accorpamenti. Ma è davvero uno stop?
Assessore Lo Bello è vero che ha stoppato le procedure di accorpamento delle Camere di commercio in Sicilia, compresa quella di Catania?
“Assolutamente no. Si tratta di vere e proprie elezioni alle quali viene dato un valore non da poco. Le imprese rispondono a quanto viene richiesto dal commissario che viene nominato dal Mise. Una volta raccolti i dati, il commissario incaricato stila un verbale e lo inoltra alla Regione. Faccio una precisazione, in questo momento è come se ci trovassimo davanti a un’elezione durante la quale arriva il presidente del seggio e manda il suo verbale alla Prefettura tramite cui vengono assegnati i seggi e dichiarati i vincitori di quel seggio. Anche se c’è qualcuno che nel frattempo dice che in quel seggio hanno scattato fotografie, c’erano schede in più o altro ancora. Ora, nel caso degli accorpamenti siamo noi la prefettura, siamo noi che assegniamo i seggi. Nella provincia di Catania comincio a ricevere da parte di associazioni una serie di segnalazioni, notizie di denunce alla procura e altro. Tenuto conto che non ho il potere di emanare direttive, scrivo al commissario (e anche a quello di Palermo) per chiedere ulteriori verifiche dando altri giorni di tempo. Il mio è solo un invito ad aumentare le percentuali di verifiche. E intanto continuano ad arrivare note e atti. Per questo il 4 marzo ho inviato una nota dicendo: alla luce di ciò che sta accadendo mi permetto di suggerire non una verifica a campione ma per intero di tutte le associazioni datoriali.
Solo a Catania parliamo di circa 100mila imprese.
I commissari possono replicare limitando questa percentuale, ma credo che il campione vada aumentato anche se occorreranno giorni in più. Di certo però io non blocco il percorso delle elezioni, perché le Camere di Commercio hanno bisogno dell’organismo camerale.
La Camera di Catania è commissariata dal 2012.
Infatti, se questo in più non arriva io proclamerò i vincitori attenendomi al verbale. Anche perché se escludo chi è oggetto delle contestazioni di oggi, potrebbe trasformarsi nel soggetto delle contestazioni di domani. Insomma sembra che l’obiettivo vero sia quello di bloccare tutto. E sarebbe il danno peggiore.
Assessore ha fissato una data di scadenza precisa?
Il dirigente del settore si sta occupando di questa nuova nota che verrà inviata entro oggi (14 marzo, nda) e con la quale daremo una quindicina di giorni specificando che la procedura di verifica dovrà essere conclusa entro il mese corrente in modo da evitare qualunque incomprensione.
L’accorpamento camera catanese gestirà il 62,5% dell’aeroporto di Catania, lei crede che questo aspetto sia determinante?
Sì, potrebbe esserlo davvero.
Intanto mentre l’assessore suggerisce nuove verifiche il commissario ad acta di Catania, Siracusa e Ragusa, Alfio Pagliaro, è tornato al lavoro per onorare l’invito dell’assessore Lo Bello nel più breve tempo possibile. A quanto pare, infatti, saranno sette i gruppi di lavoro che si occuperanno di controllare le risposte – alle 77 lettere spedite venerdì scorso – che arriveranno dalle associazioni datoriali.
Pagliaro, l’assessore Lo Bello ha bloccato la procedura di accorpamento?
Assolutamente no. Purtroppo non si è compreso che la procedura è contingentata, tutti i controlli sono relativi al tempo che ti dà la norma. E la norma ci dà 30 giorni per effettuare le verifiche perché siano il più vicine possibile alla verità, quindi si è preferita la velocità alla qualità. E ci siamo avvalsi dell’informatica che ha aiutato moltissimo.
Vi è stata chiesta una verifica del 100 per cento delle imprese.
L’assessore ci ha chiesto verifiche e le stiamo facendo per sgombrare il campo da ogni diceria, ma non sul 100 per cento delle imprese. Venerdì scorso ho mandato nuovi inviti alle imprese sulla regolarità associativa ed entro giorno 23 avrò le risposte. Poi nei successivi 10 giorni verificherò le risposte. Ed entro Pasqua, come una resurrezione – consentitemi la metafora, precisa Pagliaro – dovremmo concludere tutto. Una volta concluso tutto e re-inviati i dati alla Regione, l’assessore potrà procedere al decreto entro dieci giorni.
Questa ulteriore verifica potrà modificare qualcosa?
Al massimo un seggio.
Una volta che l’assessore Lo Bello riceverà i risultati delle nuove verifiche da entrambi i commissari, la telenovela accorpamento potrebbe dirsi conclusa. Sia perché i tempi imposti dal Mise ormai sono scaduti e sia per evitare che nuove polemiche trasformino, una richiesta di verifiche, in una scusa per ritardare ancora, o bloccare addirittura, la costituzione dei nuovi enti camerali. La prova del nove sarà la firma dell’assessore regionale sul decreto di costituzione dei nuovi enti camerali che potrebbe arrivare a inizio aprile.

