Nubifragio, il lungo "day after" |Faraone nei Comuni etnei colpiti

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Con il sottosegretario, i deputati del Pd all'Ars, Sammartino, Sudano, Nicotra e Vulla e i sindaci di Tremestieri, San Gregorio e Valverde dove ieri, a causa del maltempo, si è sbriciolato l'asfalto nel corso principale. Il sindaco di Riposto ha inviato un esposto alla Procura. Riunione sull'emergenza a Catania. Verifiche tecniche in corso ad Acireale. A Giarre montano le polemiche sul sistema di allerta. Intanto continua la conta dei danni.

con delegazione Ars
di
8 min di lettura

VALVERDE – Una delegazione dell’Ars, capitanata dal sottosegretario Davide Faraone, per verificare le condizioni dei Comuni gravemente colpiti dall’alluvione. In particolare quelli di Valverde, dove ieri l’asfalto ha ceduto divorando un’automobile e causando panico tra la gente, e poi San Gregorio e Tremestieri. Qui, stamani, accompagnati dai primi cittadini Rosario Giuseppe D’Agata, Valverde, Carmelo Corsaro, San Gregorio e Santi Rando, Tremestieri Etneo, si sono recati i deputati regionali del Pd, Luca Sammartino, Valeria Sudano, Gianfranco Vullo, Raffaele Nicotra con in testa il  Faraone, rappresentante del Governo.

Un sopralluogo a sorpresa e non preventivato per verificare lo stato dei luoghi ma, soprattutto, per stare accanto alla popolazione, ancora turbata da quanto accaduto ieri e preoccupata che, la prossima volta, possa accadere qualcosa di tragico. Faraone si è impegnato ad affrontare il problema a livello nazionale, magari chiedendo lo stato di calamità naturale per le zone più colpite. 

Sopralluoghi e verifiche in tutti i comuni della provincia etnea. Ad Acireale, una delle zone più colpite, sono state già inviati tecnici per verificare lo stato dei danneggiamenti strutturali ma anche a livello di sicurezza del suolo e dei corsi d’acqua.

RIPOSTO. Il sindaco di Riposto Enzo Caragliano, unitamente a personale tecnico con il coordinamento del funzionario comunale ing.Orazio Di Maria, ha effettuato questa mattina una capillare ricognizione  su tutto il territorio ripostese, verificando le zone maggiormente critiche.

In primo luogo nella zona di Cozze, teatro di numerosi allagamenti, nella zona artigianale di Carruba, in via Alcide Gasperi ad Altarello, via Gramsci ma anche nella martoriata zona di via Immacolata interessata da pericolosi allagamenti; una delle cause dell’anomalo afflusso delle acque meteoriche – cosi come accertato nei giorni scorsi dalla Protezione civile regionale – è il canale scolmatore del torrente Caravelle nel torrente Macchia: la condotta, in caso di eventi piovosi, entra spesso in pressione creando una fuoriuscita di acque meteoriche miste a reflui dai pozzetti situati lungo il canale; tali acque attraversano il terreno di un vivaio privato e si riversano in via Cecchina. Il sindaco di Riposto, Caragliano, considerato che la presenza nel canale scolmatore dei reflui provenienti dal Comune di Giarre, ancorchè diluiti dalle acque meteoriche, configura anche un rischio di natura igienico-sanitaria per gli abitanti del quartiere Immacolata, mettendo a repentaglio l’incolumità pubblica e privata, ha trasmesso via pec un esposto alla Procura della Repubblica di Catania.

La task force con in testa il sindaco Caragliano si è poi spostata a Carrubba, in via Enrico Toti, lungo la quale si sono evidenziate numerose fenditure rendendo la strada pericolosa. A tal proposito il sindaco ha allertato per le proprie competenze l’ex Provincia regionale di Catania che già in mattinata si è attivata collocando la segnaletica.   “Questa mattina – dichiara il sindaco Caragliano – abbiamo verificato tute le zone maggiormente critiche, tra queste la zona di Rovettazzo. Abbiamo assunto i primi provvedimenti, relativamente a via Toti a Carrubba, in considerazione degli avvallamenti che si sono formati sul manto stradale a ridosso di un incrocio che ricade, in parte sul territorio di Giarre, ci siamo attivati per procedere a delle misure per evitare il transito dei mezzi pesanti in questa zona. Abbiamo anche effettuato una ricognizione nelle scuole del territorio. Al momento non vi sarebbero particolari situazioni di pericolo”.

Secondo il funzionario comunale ing.Orazio D Maria, “una delle aree più critiche oggetto del nostro sopralluogo è la via Enrico Tot a Carrubba;  stiamo cercando di mitigare i disagi al traffico veicolare. Non meno grave il quadro nella zona Cozze dove si contano numerosi scantinati allagati. Questa mattina con il supporto delle unità lavorative della Forestale sono stati eseguiti alcuni interventi di protezione civile: sono state ripulite le caditoie e raccolti i detriti.   Naturalmente tra i punti nevralgici e vulnerabili c’è la zona di via Immacolata dove vi sono stati i consueti allagamenti. A tal proposito – afferma Di Maria – il sindaco ha presentato un esposto in Procura e quanto prima un secondo esposto sarà inviato anche per i danni ad Altarello giacchè come è stato riscontrato tutta l’acqua che ci danneggia viene da monte. Ci sono dei fenomeni strani, per questo sono in corso accertamenti tecnici per comprendere anche dal punto di vista geografico”. L’ing. Di Maria conferma che sono al lavoro tre gruppi di tecnici impegnati oltre che per i controlli sulle strade nelle scuole: “E’ in fase di redazione una relazione tecnica. Domani proseguiremo con una seconda ricognizione più complessiva”.

GIARRE. “È necessario aprire un confronto, che riguardi tutti i livelli istituzionali preposti, sui sistemi di allertamento della popolazione in caso di emergenze legate ad eventi meteorologici estremi, per ridurre al massimo i margini di errore nelle scelte compiute dalle autorità. Ritengo sia ormai indispensabile mettere i sindaci – l’ultimo anello della catena del sistema di Protezione civile e, per questo, l’istituzione che si trova in prima persona a fronteggiare le emergenze e le criticità dovute al dissesto idrogeologico del territorio – nelle condizioni di fornire risposte ai cittadini che non siano contradditorie o che risultino poco comprensibili, sia dal punto di vista delle procedure d’emergenze che della gestione della messa in sicurezza del territorio”. Questa la riflessione del sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi, in seguito al pesante nubifragio che nelle ultime ore ha interessato l’area del Catanese e della fascia jonica della Sicilia orientale. Il ragionamento del sindaco nasce proprio mentre l’amministrazione giarrese è ancora impegnata a fare i conti con i danni a strade, spazi ed edifici pubblici dovute alle notevoli precipitazioni – 300 mm di pioggia nella giornata di ieri (dati Prot. Civile comunale) – mentre oggi si è reso necessario chiudere le scuole della città per consentire agli uffici comunali di procedere alla verifiche delle condizioni degli edifici. L’intensità della perturbazione che ha colpito Giarre si è rivelata ben maggiore rispetto alle previsioni e questo ha causato gravi disagi, specie a danno dei numerosi edifici scolastici attivi sul territorio.

A Catania il sindaco Bianco ha deciso di convocare una riunione. La situazione a Catania è stata fronteggiata grazie all’intervento di centinaia di persone, dipendenti comunali e delle Partecipate, volontari della Protezione civile e naturalmente le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco, che, ha sottolineato Bianco, ringraziandoli, “hanno lavorato senza sosta alleviando i problemi di chi si trovava in difficoltà”. “E ci sono stati anche – ha aggiunto il Sindaco – cittadini e cittadine encomiabili che, a Catania come in tutta la zona dell’Etna, di fronte alle difficoltà si sono rimboccati le maniche e hanno dato una mano”.

Nel corso della riunione è stato evidenziato come l’emergenza non fosse stata indicata in maniera adeguata al Comune, che aveva ricevuto una segnalazione gialla di attenzione per il rischio idraulico (piogge) e una arancione di preallarme per il rischio idrogeologico (frane e smottamenti).

Proprio il giorno prima della bomba d’acqua Bianco aveva sollevato a livello nazionale il problema degli allerta meteo parlandone a Roma in Conferenza unificata, come presidente del Consiglio nazionale dell’Anci.

“Si parlò – ha ricordato Bianco – della necessità di prendere atto del mutamento climatico e delle conseguenze della cementificazione selvaggia, ma soprattutto di quanto fosse indispensabile migliorare il sistema dell’allerta e delle previsioni, differente da regione a regione, per dar vita a un codice di comportamento comune in grado di aiutare i Sindaci a garantire la sicurezza dei propri cittadini. È fondamentale, infatti, creare una regola univoca a livello nazionale che stabilisca in maniera chiara e precisa le procedure da seguire in base al colore dell’allerta meteo. Parliamo per esempio della decisione di chiudere le scuole o gli uffici o dei termini di convocazione dei volontari della Protezione Civile. Ciò consentirebbe ai Sindaci di intervenire più velocemente e in maniera ancora più efficace”.

Bianco ha rilevato la necessità di migliorare anche a livello locale “un sistema rivelatosi largamente imperfetto” che ha portato, dall’inizio dell’anno, alla diffusione a Catania di 69 allerta con indicazioni a volte contrastanti. E, pur non essendo la meteorologia una scienza esatta, è necessario “creare dei modelli dettagliati che rispondano alle esigenze dei territori”.

“Per tutto questo – ha detto il Sindaco – ho chiesto un incontro qui a Catania con la Protezione civile regionale e i sindaci della cintura metropolitana per confrontarci ed evitare che si ripetano episodi come quelli di ieri”.

Bianco ha poi sottolineato come i rilevanti danni e i disagi subiti da Catania avrebbero potuto essere considerevolmente inferiori se fosse stato in funzione il Canale di gronda e come occorra agire con la massima rapidità per completarlo.

“Dopo quindici anni – ha detto – ho dovuto faticare molto per far ripartire quest’opera di fondamentale importanza per la città che avevo avviato nella mia precedente sindacatura. Adesso ci sono i finanziamenti e può partire l’appalto che riguarda non soltanto Catania ma anche alcuni Comuni della fascia pedemontana. Ho inserito quest’opera e altre come la sistemazione del Forcile, il torrente che causa il periodico allagamento del Villaggio Santa Maria Goretti, nel Patto per Catania, discusso a Palazzo Chigi pochi giorni fa. Ma ho deciso anche di inviare al premier Renzi una lettera aperta perché tutte queste infrastrutture legate al rischio idrogeologico partano immediatamente, se necessario anche con un commissario ad acta”.

Nel corso della riunione sono stati valutati anche alcuni aspetti tecnici riguardanti la possibilità di coinvolgere dipendenti e volontari a seconda del livello di allerta.

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