CATANIA – Roberto Speziale, padre dell’ultra’ del Catania Antonino condannato a 8 anni per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo Filippo Raciti, “non è la persona offesa dal reato” e quindi “non legittimato a proporre querela” per diffamazione a mezzo stampa nei confronti della vedova del poliziotto, Marisa Grasso. Lo scrive la Procura di Catania nel provvedimento di richiesta di archiviazione presentato al Gip sulla denuncia di Roberto Speziale su dichiarazioni di Marisa Grasso riportate nel maggio scorso da siti online. La vedova Raciti avrebbe detto: “Questo Speziale, che io non nomino mai, e’ un assassino e uno spacciatore di droga. E’ un mercante di morte”.
Contro la richiesta di archiviazione il legale di Roberto Speziale, l’avvocato Giuseppe Lipera, ha presentato opposizione. Per la Procura “il commento della Grasso appare inequivocabilmente rivolto a Antonino Speziale e non al denunciante”, suo padre Roberto. E quest’ultimo, quindi, rileva il Pm, “non può ravvisare alcuna lesione alla sua reputazione”. Il legale di Roberto Speziale nell’opposizione scrive che, invece, “si è di fronte a una diffamazione conclamata, a un evidente danno di immagine non soltanto del denunciante, ma di tutta la famiglia”. Il penalista, a sostegno della sua tesi, cita una sentenza della Cassazione che afferma come “l’autorevolezza nell’espletamento del ruolo genitoriale contribuisce all’onore della persona”, e quindi “la denigrazione di tale aspetto costituisce un’offesa personalmente rilevante”. (ANSA).

