Berlusconi e Gheddafi, breve guida | all'idiozia dei messaggini in rete

Berlusconi e Gheddafi, breve guida | all’idiozia dei messaggini in rete

La polemica
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(R.P.) Ero ancora attonito davanti ai primi fotogrammi dell’omicidio del colonnello Gheddafi, e già su facebook fioriva l’idiozia che rende la comunicazione un esercizio da manicomio. “Silvio, tocca a te”. Fioriva un messaggino tenero da una ragazzina che pareva uscita da un gadget. Bocca di rosa, sguardo blu. E la sentenza: “Silvio, ora tocca a te”. Era il primo rovo di una serie sconfinata che si sarebbe moltiplicata per giorni su fb.

E io scrutavo i frammenti di un linciaggio, i cocci di un video che non ho mai avuto il coraggio di affrontare del tutto, cercando il senso. E intravvedevo chiaramente migliaia di piedi virtuali, contenti di calpestare il corpo del Colonnello, in nome della pace e della democrazia. Già l’accostamento tra un tiranno sanguinario e un pessimo premier è circostanza che attiene alla psicopatologia della vita pubblica. L’augurio di una caduta cruenta, l’auspicio della sofferenza, vanno oltre un orizzonte indicibile. Scannerebbero davvero Berlusconi come Gheddafi, se solo potessero, nel computo di un avvenire radioso. E si chiamano buoni.

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