CATANIA – La cenere dell’Etna continua ad essere protagonista e l’unica cosa che decolla dall’aeroporto di Catania sono le polemiche politiche. Un’altra giornata trascorsa tra rinvii, disagi e caos al Vincenzo Bellini e la Sac, società di gestione dello scalo etneo e di quello di Comiso, nella tarda serata di martedì 11 agosto annuncia che la giornata di mercoledì porterà un aggravamento della situazione: spazi aerei chiusi e sospensione dei voli fino alle 11 anche all’aeroporto Pio La Torre.
Anche l’aeroporto di Comiso vittima della cenere
Comiso, fino a questo momento, seppur in maniera limitata, ha alleviato i disagi provocati dallo stop di Fontanarossa. Oltre cento i voli gestiti dallo scalo ragusano dall’inizio dell’emergenza cenere a Catania, con il governatore Renato Schifani che annuncia anche l’intenzione di investire nuove risorse per rafforzare l’operatività del Pio la Torre. Davanti alla chiusura di Comiso per la giornata il 12 agosto, tuttavia, si preannuncia un’altra giornata infernale per i viaggiatori costretti a spostarsi a Palermo e Trapani.

Sac nel mirino di Mpa, Forza Italia e Lega
La Sac, già al centro delle polemiche per il suo processo di privatizzazione che non piace a tanti, finisce intanto nel mirino della politica. A muoversi sono i capigruppo di Mpa, Forza Italia e Lega al consiglio comunale di Catania: Bruno Brucchieri, Piermaria Capuana e Maurizio Zarbo. “La governance della società ha fallito, venga in consiglio comunale a spiegare cosa è accaduto o faccia un passo indietro”, è la sintesi estrema di un lunghissimo comunicato stampa.
“La cenere vulcanica non è un evento eccezionale – aggiungono i tre capigruppo del centrodestra -. È una condizione strutturale con la quale Catania convive da sempre. Continuare a trattarla come un’emergenza straordinaria significa certificare il fallimento della programmazione e dell’organizzazione di chi governa il sistema aeroportuale“.
La Sac: “Fatto tutto il possibile per gestire l’emergenza”
L’ad di Sac, Nico Torrisi, non risponde ma è la società a ricordare a tutti che l’operatività dello scalo “continua a essere fortemente condizionata dall’imprevedibilità dell’attività eruttiva” e che le ripercussioni sui voli “dipendono in modo diretto dai repentini mutamenti nella direzione e nell’intensità dei venti”. La società respinge le critiche al mittente: “Abbiamo messo in atto tutte le azioni possibili per gestire in maniera proattiva l’emergenza a terra e garantire la tutela e la sicurezza dei viaggiatori presenti in aeroporto”.
La guerra interna a Forza Italia nel Catanese
Se l’intervento di un esponente Mpa, però, appare in linea con l’atteggiamento critico assunto da mesi dagli autonomisti nei confronti della privatizzazione di Sac, colpisce la presenza di Forza Italia nella batteria d’attacco contro la governance di Fontanarossa e Comiso. Capuana è vicino all’eurodeputato Marco Falcone e le critiche espresse finiscono per scompaginare gli equilibri interni a Forza Italia catanese dal momento che Torrisi è vicino al deputato Nicola D’Agostino. Tanto basta perché si riacutizzino le tensioni interne ai forzisti etnei sopite pochi giorni fa.

Minardo: “No alla caccia alle streghe”
A questo punto interviene il commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo, che richiama indirettamente all’ordine Capuana. “Sac e Regione Siciliana stanno lavorando con grande impegno per affrontare una situazione oggettivamente complessa e chi ogni giorno è sul campo a gestire l’emergenza merita rispetto, non processi sommari”. Minardo invita a non creare un clima da “caccia alle streghe”: sarebbe “ingiusto verso chi sta lavorando per limitare le conseguenze e soprattutto – conclude – non risolvere il problema”.
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Le ultime dall’Etna
L’Etna, intanto, ignora le guerre che nascono 3.403 metri più in basso e continua a dare spettacolo. Il vulcano viene tenuto sotto stretto monitoraggio dagli esperti dell’Osservatorio etneo dell’Ingv che seguono l’attività effusiva delle bocche situate a diverse altitudini e le conseguenti colate laviche: quelle alimentate dalla bocca di quota 2.360 metri sono in raffreddamento, le polemiche politiche restano invece a temperature altissime.




