CATANIA – Proseguono serrate le indagini sull’agguato al bar Torrisi di viale Mario Rapisarda di sabato notte. I poliziotti della Squadra Mobile hanno fatto una mappatura degli impianti di video sorveglianza della zona e stanno svolgendo delle verifiche al fine di trovare elementi utili per identificare il sicario o i sicari che hanno fatto irruzione nella gastronomia e hanno sparato contro il 47enne. Due i colpi che lo hanno centrato al petto. Angelo Torrisi, dopo il ferimento, ha trovato la forza di arrivare alla porta, sul pavimento bianco del locale ci sono ancora le macchie di sangue, ma poi è svenuto sul marciapiede.
Rapporti personali, relazioni professionali e lavorative, legami familiari. Ogni angolo e aspetto della vita di Angelo Torrisi è sviscerata dai poliziotti. Sono stati ascoltati parenti, amici, dipendenti e conoscenti. Si stanno ricostruendo gli ultimi contatti, anche telefonici, del titolare del bar. Gli investigatori della Squadra Mobile non stanno tralasciando alcuna pista. Da una testimonianza, da un particolare o da un fotogramma potrebbe emergere l’indizio cruciale per l’inchiesta coordinata dalla Procura di Catania.
Resta riservata la prognosi per Angelo Torrisi, sottoposto a un delicato intervento chirurgico nella notte tra sabato e domenica dopo essere arrivato al pronto soccorso del Garibaldi Centro. “Le sue condizioni sono stabili”, fanno sapere i medici del reparto Rianimazione dove si trova ricoverato.

