Migranti, quarantena su traghetto| Camera di biocontenimento a bordo

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Commenti

    Ma quanto costa all’Italia? Si potrebbe avere una informativa sul costo del noleggio della nave oltre al costo del man tenimento degli occupanti?
    Tale notizia sarebbe utile per noi cittadini per renderci conto come si spendono i nostri soldi.

    e nel frattempo riportateli a casa

    Sig. Pietrp come vuole che si spendono…..quando si parla di immigrati qui in Italia sembra che a qualcuno scenda il velo.
    – Sbarcano in un momento quando io Italiano non posso scendere sotto casa per far uscire mio figlio davanti il portone dopo 2 mesi chiusi in casa…..
    – Occupano interi palazzi in maniera abusiva …. e tutto è consentito perchè hanno diritti e diritto di avere casa…. !!
    – Si spogliano in strada nudi (davanti le FO – servizio mandato in onda ieri in TV) e nessuno può far nulla …però poi si legge la notizia di qualche Italiano beccato in macchina appartato al quale oltre la multa si è preso il penale.
    – La sinistra li vuole regolarizzare ( i clandestini regolarizzati ) per farli lavorare con tutti i diritti previsti….mentre milioni di Italiani sono disoccupati e una minoranza con il reddito di cittadinanza.
    – La destra dice porti chiusi….il M5S dice porti chiusi….quindi solo la minoranza del PD vuole sti sbarchi….ed ecco che in ITALIA si sbarca tranquillamente.
    FATE UN MALEDETTO REFERENDUM E VEDETE IN DEMOCRAZIA COSA VUOLE IL POPOLO ITALIANO….SE IL POPOLO VUOLE L’ACCOGLIENZA CE NE FAREMO RAGIONE…VICEVERSA NO.
    MA COME PENSIAMO DI POTER ANDARE AVANTI COSì

    Buona vacanza! il tutto offerto gratuitamente dagli italiani.
    Nel frattempo, noi siamo impegnati a procurare il pane per i nostri figli e a contare le decine di miglia di morti da coronavirus.

    alle prossime elezioni basta votare chi è per i porti chiusi e i blocchi navali

    …………propio così, quando c’è da spendere per clandestini, i soldi si trovano subito e senza limiti ! Non si dica mai che siamo insensibili nei confronti di questa umanità dolente! Oltre a quelle italiane, anche le ONG olandesi, tedesche li scaricano tutti a noi e,
    poi assistiamo alla stura del “pianto greco” di tutte le anime pie ( Boldrini, Orlando, Bellanova etc. etc. ), tutte ad affermare che non possiamo innescare la “guerra tra poveri”, che è gente che fugge da guerre e persecuzioni etc. etc. Una volta che sono in Italia poi si assiste alla declamazione dell’altra consunta nenia………..il lavoro è un diritto sancito dalla costituzione, una casa lo dobbiamo dare a tutti, i pomodori gli italiani non li vogliono raccogliere, gli anziani o li assistono le badanti straniere altrimenti verrebbero lasciati morire in stato di abbandono !!!!!!!! Di queste ipocrite esternazioni, rigorosamente fatte da gente che ha la pancia piena e non si fa mancare nulla, la quasi totalità degli Italiani non ne può più. Ma la gente non conta più nulla, perchè quello che una volta era democrazia oggi è etichettato come “populismo”. Parola magica che consente a una minoranza ideologicamente deviata di continuare a fare quello che vuole, fregandosene di come la pensa il Paese.

    Dai svuotata la nave gli anarchici del mare potranno andare a prenderne altri 200 con l appoggio di cattolici ,comunisti e ovviamente delle mafie….non certo per bontà o altruismo ma semplicemente per denaro…e noi chiusi ai domiciliari per il virus nella completa incertezza…grazie stato bravi siete razzisti verso gli italiani che non sono certo fascisti ma che non diventeranno mai comunisti…andatevene tutti a….in cina che li si sta bene

    sconvolgente,oggi hanno detto che il noleggio della nave che ospitera’i clandestini costera’un milione di euro e gli italiani nel frattempo stanno morendo di fame,ringraziamo i governi di sinistra e il caro sinnaco ollando che appoggia i delinquenti delle ong come la signorina carola schifiuuuuuuuu

    Ringraziamo il PD e il MV10S. per l’accoglienza riservata che fanno del ns. paese la cenerentola del mondo. Ricordatevi che a fall’inizio di questa pandemia gli italiani erano schifati dal mondo intero.

    Ospite d’onore sarà il Sindaco Orlando che ogni sera intraterrà gli ospiti descrivendo le meraviglie del centro storico : Ballarò.Capo,Albergheria dove ha provveduto ad insediare il fior fiore dell’Africa.

    un milione di euro costa il noleggio della nave per i clandestini e gli italiani intanto puzzano dalla fame

    PURTROPPO è UN DATO DI FATTO , qualunque sia il risultato elettorale in italia comanda la sinistra e siccome il loro piano è intanto fare business con l’accoglienza e poi in futuro dar loro la cittadinanza per assicurarsi i voti per i prossimi 30 anni,,, non si può fare altro che subirli. Chiunque tocca il business della mafia africana, ongs e sinitra viene annientato dalla loro stampa e dai loro rappresentanti politici…

    sono una risorsa lo volete capire o no? anzi ci dobbiamo ribellare che stanno facendo quello che diceva salvini e cioè ripartirli per i paesi UE . ce li dobbiamo tenere tutti noi ogni italiano che vota pd se ne mette uno a casa a spese e responsabilità proprie.

    in isolamento da tre settimane aspetto il tampone per mia figlia che m consenta di uscire per andare a lavorare

    L’Italia anche secondo la Convenzione del Mare o di Amburgo non e’ il porto piu’ vicino alla Libia, bensi’ lo e’ la Tunisia che ha ratificato oltre alla Convenzione di Ginevra 1951 anche quella del Mare e la Convenzione Africana Rifugiati!!! La Alan Kurdi avrebbe dovuto portarli in Tunisia, oppure chiedere all’Unione Africana dove portare questi finti naufraghi a chiedere asilo in Africa in base alla Convenzione Africana Rifugiati!! Quanto costera’ agli italiani questa accoglienza non dovuta?

    Un milione di euro ogni 15 giorni, ovvero 20.000 buoni pasto da distribuire alle famiglie italiane che stanno facendo la fame.
    P.S. Alan Kurdi, nave battente bandiera tedesca.

    Non entro nel merito dell’azione umanitaria o dell’opportunità di aiutare migranti o clandestini. Mi spaventa un solo dato, 2.3 milioni di euro per l’affitto mensile, sommati all’assistenza medica, vitto , abbigliamento gestione della nave, navi di appoggio, personale e spese varie, saremo molto vicini a tre milioni di euro al mese. Ventimila euro al mese per ognuno di loro, corrispondono a 60000 buoni pasto da 50 euro ciascuno per i poveri palermitani. Possiamo permetterci tutto questo? Dobbiamo pensarci.

    orlando sarà felicissimo

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana

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