PALERMO – No alle spese “prive di criterio”, ma “non si può considerare clientelare qualsiasi risorsa destinata ad un territorio” con la manovrina. In quest’ottica, secondo il commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo, presidente della commissione Difesa della Camera, le variazioni di bilancio all’Ars, con il neo Fondo per gli investimenti territoriali, dovrebbero introdurre “un metodo diverso” di distribuzione delle risorse, in grado di dribblare le critiche sulle ‘mance’.
Presidente, è tempo di variazioni di bilancio e, come sempre, torna il tema delle cosiddette ‘mancette’. La critica, secondo lei, è fondata?
“Credo sia arrivato il momento di superare l’automatismo per cui ogni intervento deciso dal Parlamento sui territori diventa una ‘mancetta’. Le spese prive di criterio vanno contestate, ma la politica ha il diritto e il dovere di scegliere le priorità. La questione è semplice: a chi vanno le risorse, per fare cosa e secondo quali regole. È su questo che governo e Parlamento devono essere giudicati”.
Però negli ultimi anni non sono mancati finanziamenti molto specifici e discussi.
“Negare il problema sarebbe sbagliato. Ma una cosa è chiedere rigore e trasparenza, un’altra è considerare clientelare qualsiasi risorsa destinata a un territorio. Un intervento per una scuola, un’opera pubblica o la riqualificazione di uno spazio va giudicato per la sua utilità, non per il fatto di essere stato proposto dal governo o dal Parlamento”.
Il Fondo per gli investimenti nei territori non rischia di riproporre la stessa logica delle ‘mance’?
“Il Fit nasce proprio per introdurre un metodo diverso: non è la vecchia Tabella H, né un elenco indistinto di contributi. Le risorse sono destinate soprattutto agli enti locali e, in misura più limitata, agli enti ecclesiastici, per interventi sul territorio. L’individuazione degli interventi sarà trasparente e passerà attraverso un atto parlamentare. Stiamo lavorando anche a un meccanismo di riequilibrio per i Comuni che non ricevono interventi specifici”.
Quindi rivendica il diritto del Parlamento di scegliere dove destinare le risorse?
“Rivendico la responsabilità del Parlamento. Deve legiferare, controllare il governo e compiere scelte anche sul bilancio: i deputati conoscono e rappresentano i territori. Ogni decisione, però, deve essere pubblica, motivabile e sottoposta al giudizio dei cittadini. E credo che lo stesso principio debba valere sempre, per ogni forma di contributo e qualunque sia l’istituzione chiamata ad assegnare risorse pubbliche: criteri chiari, trasparenza ed equità devono essere la regola per tutti”.

Ma le variazioni rischiano di essere raccontate soltanto attraverso i fondi territoriali.
“Ed è un errore, perché la manovra è molto più ampia: parliamo di sanità, enti locali, imprese, casa, trasporti, ambiente e sviluppo. Ridurre tutto alla discussione sulle ‘mancette’ significa perdere di vista le scelte più importanti che l’Ars è chiamata a compiere”.
Quali sono le priorità di Forza Italia?
“Come gruppo vogliamo usare queste risorse per guardare avanti: imprese, innovazione, capitale umano e giovani, ma anche per affrontare alcune emergenze concrete della Sicilia. Ci saranno interventi contro la siccità e risorse per l’acquisizione di strumentazione ospedaliera. E vogliamo sostenere le aziende siciliane che introducono l’intelligenza artificiale nei processi produttivi, contribuendo alle spese per consulenze e servizi specializzati. L’AI deve diventare uno strumento concreto di competitività, soprattutto per le piccole e medie imprese”.
E sul fronte dei giovani?
“Il gruppo di Forza Italia sta lavorando a due linee importanti. Da una parte il reddito di merito, per sostenere gli universitari che raggiungono risultati particolarmente elevati. Dall’altra il ‘Progetto Itaca’, pensato per favorire il rientro di chi ha lasciato l’Isola: incentivi al lavoro, sostegno alla casa, servizi per le famiglie e uno sportello unico per mettere in contatto professionalità e imprese. Dobbiamo creare le condizioni perché tornare in Sicilia diventi una scelta reale”.
Qual è allora il messaggio prima dell’esame della manovrina?
“Controlliamo ogni euro e contestiamo ciò che non produce utilità pubblica. Ma non trasformiamo ogni scelta in un processo alle intenzioni. La Sicilia ha bisogno di una politica che sappia decidere, con trasparenza e responsabilità. Forza Italia vuole essere giudicata nel merito delle proposte che porterà all’Ars”.
Sono passati cinque mesi dalla sua nomina a commissario regionale di Forza Italia. Come sta il partito?
“È un partito che sta lavorando bene, con una classe dirigente radicata e presente sui territori, e che deve trovare sempre più occasioni per riunirsi e confrontarsi. In questi mesi abbiamo scelto di partire proprio dai territori, ascoltando dirigenti, amministratori, iscritti e militanti, e continueremo su questa strada. Forza Italia oggi è un partito che sa discutere senza trasformare ogni confronto interno in una faida. È un lavoro che stiamo facendo tutti insieme. Un’attenzione particolare la stiamo dedicando ai giovani. Portare oltre 150 ragazzi siciliani ad Azzurra Libertà non è stato soltanto un fatto organizzativo: significa investire su una nuova generazione che vuole partecipare. I giovani sono una risorsa del partito già oggi e devono avere spazio, responsabilità e occasioni per crescere. Un partito forte si costruisce così: dal basso, mettendo insieme esperienza e nuove energie”.
Leggi anche
Il 2027 sarà l’anno delle elezioni politiche, delle Regionali in Sicilia e delle Amministrative di Palermo. Quali sono gli obiettivi di Forza Italia siciliana?
“L’obiettivo è ottenere un grande risultato per Forza Italia in tutte e tre le competizioni, ma dobbiamo prepararci con metodo. Alle Politiche il sistema delle preferenze valorizzerà il radicamento territoriale e per noi rappresenta una sfida importante. Alle Regionali vogliamo costruire una presenza competitiva in tutta la Sicilia e puntiamo ad avere una rappresentanza in tutte le province. Sulle Amministrative siamo già al lavoro. Nei prossimi giorni riunirò i segretari provinciali per fare il punto su tutti i Comuni chiamati al voto, definire le proposte da portare al confronto con gli alleati e cominciare a costruire le liste di Forza Italia.
A proposito, su Palermo ci sono già i primi movimenti.
“Palermo merita un ragionamento specifico. Il centrodestra deve valorizzare il lavoro svolto in questi anni e, nello stesso tempo, costruire una proposta capace di guardare ai prossimi cinque. Nel capoluogo ci sono le condizioni perché Forza Italia possa avere un ruolo importante. Anche qui il metodo sarà lo stesso: partire dal territorio, dalle competenze e dalle persone”.




