News Italia e Mondo

All’orizzonte il ritorno della lotteria degli scontrini

di

04 Gennaio 2022, 12:35

4 min di lettura

Bocciato il cashback, promossa la lotteria degli scontrini. Le pagelle non provengono dal fronte politico bensì dal Dipartimento delle Finanze che in una recente “Relazione per orientare le azioni del governo volte a ridurre l’evasione derivante da omessa fatturazione”, uno dei traguardi del Recovery plan per il 2021, traccia la strada per le politiche antievasione. Si avvicina dunque la possibilità di un rientro della lotteria degli scontrini, che sarà affiancata da un’estrazione istantanea, verrà pubblicizzata e dovrebbe, anche, essere semplificata, eliminando la necessità di comunicare il codice personale prima del pagamento.

Il dipartimento delle Finanze del Mef, autore del documento, si limita, come previsto, a suggerire soluzioni che l’esecutivo dovrà vagliare e iniziare ad adottare entro la metà del 2022, in base al cronoprogramma del Pnrr. Il piano dei dettagli però fa pensare che quella che al momento è solo un’ipotesi potrebbe presto diventare realtà.

Sicuramente, invece, non tornerà il cashback , che secondo le stime ha davvero incentivato i pagamenti elettronici e la digitalizzazione, ma non risulta che abbia avuto effetti “significativamente differenti” per i settori in cui è maggiore la propensione ad evadere (ma soprattutto costa troppo).

Per il resto, secondo il Tesoro la strada migliore per ridurre l’evasione fiscale passa per un massiccio uso dei dati già a disposizione delle Entrate e un allargamento dell’obbligo di fatturazione elettronica, che si sta rivelando determinante nel contenere il fenomeno delle mancate dichiarazioni Iva.

Articoli Correlati

La valutazione ex post del piano Italia Cashless del governo Conte è finita qui dentro (a sette mesi dalla decisione di stoppare il programma cashback) perché le forme di incentivo al pagamento con carta rivolte ai consumatori sono uno dei modi in cui è possibile creare il famoso “contrasto di interessi” tra chi vende e chi compra, rendendo più conveniente per l’acquirente pretendere che la transazione sia regolare. Questo però non basta, spiega la relazione, perché se in parallelo non si aumenta la percezione che sia probabile un controllo “è quasi sempre possibile” per il venditore convincere l’acquirente riducendo il prezzo: il classico “sono 70 euro con la fattura, 50 senza”. Non solo, e qui vengono i dolori: anche se il pagamento è elettronico “nell’attuale contesto normativo e organizzativo dell’amministrazione finanziaria non sempre l’informazione è effettivamente e massivamente utilizzabile per orientare l’attività di controllo, o per motivare una sorta di “accertamento automatico” nei confronti del venditore che omette di fatturare o dichiarare la vendita”. Quindi che fare?

Per quanto riguarda il cashback, come detto, i risultati “non suggeriscono di riproporne l’adozione come strumento indiretto di riduzione dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa”. Considerati i costi, circa 3 miliardi l’anno, per il Mef il gioco non valeva la candela.

Sulla lotteria il documento spiega invece che non sono ancora disponibili dati sufficienti per una valutazione ex post. Nonostante questo, il meccanismo stesso – il banco vince sempre – fa sì che la misura non causi perdite per lo Stato. Il problema però è che, mai più pubblicizzata da quando è cambiato il governo, la misura ha registrato una partecipazione in continuo calo. Molti, anche tra i negozianti, sono convinti che sia stata abolita. E stando a un sondaggio commissionato dall’Agenzia delle dogane il 60% degli italiani non lascerebbe il commerciante di fiducia per servirsi da un altro che consente di partecipare alla lotteria. Per il Tesoro va rilanciata e il piano è già partito: Agenzia delle dogane e Agenzie delle Entrate stanno lavorando per introdurre un’estrazione istantanea con premi più piccoli, tipo Gratta e vinci, e una partecipazione automatica attraverso moneta elettronica e app al posto del macchinoso sistema che impone di fornire ogni volta il codice lotteria. E si pensa anche “iniziative ad hoc” sulla Rai per l’estrazione del premio annuale da 5 milioni e una nuova campagna di comunicazione.

Le altre proposte del dipartimento guidato da Alessandro Rivera riguardano per la maggior parte l’uso dei dati per l’analisi del rischio di evasione, con gli inevitabili caveat legati alla privacy nonostante la legge di Bilancio per il 2020, due anni fa, abbia inserito il contrasto all’evasione tra le attività di “rilevante interesse generale” consentendo la profilazione e limitando in parte i diritti degli interessati. E un secondo passo è arrivato poche settimane fa con il decreto Capienze, in cui si prevede – come auspicato nella relazione, che a questo però non fa cenno – che un atto amministrativo sia sufficiente come base giuridica per il trattamento dei dati. Le richieste del dipartimento Finanze sono molto specifiche: ci sono per esempio l’estensione della fatturazione elettronica alle piccole partite Iva in regime forfettario (in attesa che dal Garante privacy arrivi il via libera all’uso di tutti i dati già in possesso delle Entrate) e il rinvio della possibilità per gli interessati di avere conferma che le Entrate stanno esaminando i loro dati. Ma si auspica anche che dal governo arrivi il via libera alla raccolta sistematica e massiva di informazioni sul web attraverso l’intelligenza artificiale (con le tecniche che gli addetti ai lavori chiamano data scraping) per “estrarre qualsiasi tipo di informazione“, come già avviene in Francia. Questi dati, compresi quelli resi pubblici dagli utenti sui social, verrebbero poi analizzati e incrociati per individuare discrasie tra reddito dichiarato e consumi.

Pubblicato il

04 Gennaio 2022, 12:35

Condividi sui social