Amt, aggressione sulla linea 2-5 |Colpito uno dei controllori

Amt, aggressione sulla linea 2-5 |Colpito uno dei controllori

Le sigle Fast Confsal e Faisa Cisal hanno indetto un sit in di protesta per il prossimo 7 febbraio.

la denuncia dei sindacati
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CATANIA – Chiedono il biglietto, controllori aggrediti a Catania. Ancora violenza sui bus Amt. L’ultimo episodio è accaduto di ieri in Viale Vittorio Veneto, linea 2-5, ore 15.30, a fermare l’aggressore sono intervenute le forze dell’ordine. Lo denunciano i sindacati autonomi, FAISA/CISAL e FAST/CONFSAL, che parlano di “situazione insostenibile ed inaccettabile: non siamo più disponibili a subire una situazione del genere – affermano Giovanni Li Schiavo e Aldo Moschella, che vede i lavoratori dell’AMT uscire da casa per tutelare e garantire gli interessi del proprio posto di lavoro, a scapito della propria incolumità”

Il verificatore, dopo aver chiesto il titolo di viaggio a un passeggero, sarebbe stato da questi preso a pugni, tanto da rimediare la rottura del naso. “La situazione peggiora e noi ci sentiamo soli – affermano i due segretari – tenuto conto del fatto che sono sempre più frequenti e violente le aggressioni contro il personale di AMT, colpevole solo di chiedere ai passeggeri di mostrare il titolo di viaggio”.

Quello del controllore e non solo pare essere diventato un lavoro a rischio, “gli operatori addetti alla verifica dei titoli di viaggio lo fanno con spirito di servizio – spiegano Moschella e Lo Schiavo – e se tutti pagassero il biglietto, il servizio pubblico costerebbe meno e sarebbe certamente più efficiente per i cittadini. Da tempo, denunciamo una situazione sempre più preoccupante, dove l’incolumità degli operatori è a rischio. A breve, coinvolgeremo il Prefetto di Catania” – sottolineano. Per questo, il prossimo 7 febbraio, saranno in protesta davanti la sede della Prefettura.

“Ringraziamo le forze dell’ordine che, nonostante anche loro abbiano problemi di organico e mezzi – concludono – cercano di tutelarci sempre, ma dalle istituzioni siamo stati abbandonati”.

 

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