lIl presidente della Regione si dimetta e dia nuovamente la parola ai cittadini. Lo chiedono a gran voce gli esponenti della Giovane Italia, che il 20 novembre sfileranno per le vie di Palermo per manifestare contro il governo di Raffaele Lombardo. Una manifestazione regionale “che – spiega Mauro La Mantia (nella foto), uno dei coordinatori della Giovane Italia – sarà pacifica e corale. Dimostreremo che ci siamo, che non c’è stata alcuna diaspora. Ci presentiamo in piazza uniti e compatti per aprire una stagione di lotta contro un governo ribaltonista, contro il governo ‘Lombardo-Fini-Bersani’”.
“Nel 2008 – si legge in un documento del movimento – anche in Sicilia vi fu una vittoria schiacciante del centrodestra. Lombardo vinse con il 63,35% delle preferenze ma la grande vittoria è attribuibile in larga parte alla forza della coalizione del centrodestra piuttosto che al candidato alla presidenza. Il governatore ha però tradito il mandato elettorale del popolo siciliano cambiando in corso d’opera la coalizione. Oggi ci ritroviamo con la sinistra al Governo e con diversi assessori indicati dal Partito democratico”.
“Lombardo – proseguono gli esponenti della Giovane Italia – ha dimostrato certamente di essere un maestro non nella capacità di governare, quanto nella minuziosa opera di logoramento interno dei partiti presenti all’Ars”. “Oggi – aggiunge La Mantia – viviamo una situazione peggiore rispetto a quella della prima Repubblica perché si annunciano alleanze che poi vengono tradite. E’ avvenuto in Sicilia e potrebbe ripetersi anche a Roma”.
“Scendiamo in piazza – aggiunge Stephen Di Stefano, co-coordinatore del movimento – per rappresentare le istanze di tutti i giovani, non solo quelli di destra. Modificare la compagine di governo quattro volte e portare al potere chi era all’opposizione significa tradire la volontà di tutto l’elettorato con alleanze inedite”. “Anche sul piano amministrativo – sottolinea Marco Aiello, anche lui coordinatore della Giovane Italia – c’è una totale paralisi che danneggia tutta la società, indipendentemente dagli schieramenti”. Secondo Duilio Pecorella, quarto coordinatore di Giovane Italia, “il collante che accomuna forze politiche così diverse è sempre lo stesso: la spasmodica smania delle poltrone”. Giovane Italia non esita quindi a dire che “l’Mpa rappresenta la peggiore retorica di un finto, quanto vecchio, autonomismo sicilianista che nasconde la vera identità di un partito unicamente interessato a gestire il potere”.
Da qui l’appello lanciato ai vertici del Pdl: “alle prossime elezioni – dice La Mantia – il partito abbia il coraggio di proporre un proprio candidato all’altezza del ruolo e non regali la candidatura a piccoli partiti finti autonomisti”. La manifestazione, che partirà alle 16.30 da piazza Croci, si concluderà in piazza Verdi dove è previsto l’intervento dei coordinatori regionali del Pdl siciliano Domenico Nania e Giuseppe Castiglione.
Il presidente della Regione si dimetta e dia nuovamente la parola ai cittadini. Lo chiedono a gran voce gli esponenti della Giovane Italia, che il 20 novembre sfileranno per le vie di Palermo per manifestare contro il governo di Raffaele Lombardo. Una manifestazione regionale “che – spiega Mauro La Mantia, uno dei coordinatori della Giovane Italia – sarà pacifica e corale. Dimostreremo che ci siamo, che non c’e’ stata alcuna diaspora. Ci presentiamo in piazza uniti e compatti per aprire una stagione di lotta contro un governo ribaltonista, contro il governo ‘Lombardo-Fini-Bersani’”.
“Nel 2008 – si legge in un documento del movimento – anche in Sicilia vi fu una vittoria schiacciante del centrodestra. Lombardo vinse con il 63,35% delle preferenze ma la grande vittoria è attribuibile in larga parte alla forza della coalizione del centrodestra piuttosto che al candidato alla presidenza. Il governatore ha però tradito il mandato elettorale del popolo siciliano cambiando in corso d’opera la coalizione. Oggi ci ritroviamo con la sinistra Governo e con diversi assessori indicati dal Partito democratico”.
“Lombardo – proseguono gli esponenti della Giovane Italia – ha dimostrato certamente di essere un maestro non nella capacità di governare, quanto nella minuziosa opera di logoramento interno dei partiti presenti all’Ars”.
“Oggi – aggiunge La Mantia – viviamo una situazione peggiore rispetto a quella della prima Repubblica perché si annunciano alleanze che poi vengono tradite. E’ avvenuto in Sicilia e potrebbe ripetersi anche a Roma”.
“Scendiamo in piazza – aggiunge Stephen Di Stefano, co-coordinatore del movimento – per rappresentare le istanze di tutti i giovani, non solo quelli di destra. Modificare la compagine di governo quattro volte e portare al potere chi era all’opposizione significa tradire la volontà di tutto l’elettorato con alleanze inedite”. “Anche sul piano amministrativo – sottolinea Marco Aiello, anche lui coordinatore della Giovane Italia – c’è una totale paralisi che danneggia tutta la società, indipendentemente dagli schieramenti”.
Secondo Duilio Pecorella, quarto coordinatore di Giovane Italia, “il collante che accomuna forze politiche così diverse è sempre lo stesso: la spasmodica smania delle poltrone”.
Giovane Italia non esita quindi a dire che “l’Mpa rappresenta la peggiore retorica di un finto, quanto vecchio, autonomismo sicilianista che nasconde la vera identità di un partito unicamente interessato a gestire il potere”.
Da qui l’appello lanciato ai vertici del Pdl: “alle prossime elezioni – dice La Mantia – il partito abbia il coraggio di proporre un proprio candidato all’altezza del ruolo e non regali la candidatura a piccoli partiti finti autonomisti”.
La manifestazione, che partirà alle 16.30 da piazza Croci, si concluderà in piazza Massimo dove è previsto l’intervento dei coordinatori regionali del Pdl siciliano Domenico Nania e Giuseppe Castiglione.

