CATANIA – Ha tutti gli elementi del giallo il caso di Angelo Angemi, il 62enne di Catania di cui si sono perse le tracce un anno fa. Sul caso è stato aperta un’inchiesta da parte della Procura di Catania condotta dal pm Pasquale Pacifico. Nel registro degli indagati risulta iscritto uno dei fratelli di Angelo, i reati contestati sono truffa aggravata e abbandono di incapace. Salvatore Angemi è il congiunto che per oltre un anno accudiva lo scomparso insieme alla sua compagna: i tre abitavano in via Liguria a Catania. A novembre del 2014, però, si sono trasferiti ad Ivrea: i familiari infatti erano convinti che Angelo fosse partito con Salvatore in Piemonte. Invece non era così. Il tre gennaio la drammatica scoperta: Angelo, colpito da un ictus e affetto dal morbo di Parkinson, non è mai arrivato a Ivrea. Uno dei fratelli, Michele Angemi ha denunciato la scomparsa ai carabinieri il 3 gennaio. Dal Palazzo di Giustizia e dalla Compagnia di Fontanarossa però, oltre alla notizia dell’iscrizione di Salvatori Angemi nel registro degli indagati, non trapela nulla. Un silenzio assordante che i familiari non riescono più a sopportare.
“E’ già passato un anno. Vogliamo sapere qualche cosa: da mesi non sappiamo nulla” – afferma Michele Angemi a LiveSiciliaCatania. Un appello accorato misto a rassegnazione: “Ormai mio fratello non c’è più”. E come un fiume in piena ripercorre quei giorni di Natale dove cercava di mettersi in contatto con Angelo e non ci riusciva. “Forse a Ivrea non c’è arrivato mai”.
“Io sospetto che Salvatore e la sua compagna sanno cosa è successo” – gli fa eco il fratello Giuseppe. “Salvatore ha continuato a ritirare la pensione anche dopo che Angelo era scomparso”. Poi è stata bloccata dalla magistratura. E inoltre – secondo le informazioni di Giuseppe Angemi – l’indagato sarebbe stato trovato in possesso di alcuni effetti personali dello scomparso. “Hanno trovato la sua scheda telefonica, i documenti e il bancomat. E Angelo dove è?” – si chiede ancora.
“Noi vogliamo sapere dove è nostro fratello Angelo, perché vogliamo fare un funerale e dargli una degna sepoltura” – dicono all’unisono Michele e Giuseppe, che si sono rivolti all’avvocato Dario Pastore per avere una tutela legale.
Per il legale catanese la storia di Angelo Angemi ha degli aspetti in comune con il giallo di Mariella Cimò, la donna scomparsa nel 2011 e di cui non si è mai trovato il cadavere. A Catania si sta celebrando il processo a carico del marito. “Le similitudini sono tante” – commenta Pastore. “Io volevo sottolineare l’aspetto umano di questa vicenda – aggiunge l’avvocato – abbiamo una famiglia che ignora dove si trovi il proprio congiunto. Comprendo perfettamente che le indagini preliminari sono coperte da segreto – afferma – però ci sono anche dei familiari che hanno diritto di sapere a che santo votarsi. Nessuno crede più che Angelo sia vivo. Io faccio un appello affinché venga comunicato ai signori Angemi a che punto sono gli accertamenti, vi sono anche delle linee guida da parte del Commissario Straordinario per le persone scomparse di tenere informati i familiari delle ricerche pur sempre nel rispetto del segreto istruttorio. Credo che una via di mezzo si possa trovare. Da un punto di vista umano – conclude Dario Pastore – è tremendo non sapere dove si trova Angelo e che fine ha fatto”.

