CATANIA – È forse uno dei periodi più bui della storia della magistratura italiana degli ultimi vent’anni. Lo tsunami provocato dall’inchiesta Palamara ha aperto scorci surreali e inquietanti sul tema delle carriere nella giustizia e commistioni con la politica. Con intercettazioni integrali e chat pubblicate sui giornali che hanno aperto dibattiti serrati sul potere delle correnti in magistratura.
Le elezioni telematiche al tempo del Covid
In questo clima, tutt’altro che semplice, la scorsa settimana (precisamente il 18, 19 e 20 ottobre) si sono svolte le elezioni – per la prima volta nella storia l’associazione in modo telematico per l’emergenza Covid-19- per il rinnovo del Comitato Direttivo Centrale dell’Anm.
Sui 36 seggi assegnati, 3 saranno occupati da magistrati provenienti dal distretto giudiziario di Catania. Si tratta di Andrea Reale, gip di Ragusa e candidato con Articolo 101, Antonio Nicastro, sostituto procuratore generale di Catania e candidato Unicost e Alessandra Tasciotti, sostituto procuratore di Catania e candidato A&I.
La geografia dei seggi
Ma andiamo per ordine. Leggendo il verbale pubblicato nel sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Magistrati emerge che in totale hanno votato 6101 aventi diritto. I voti dichiarati validi sono stati 6045. I seggi, al termine delle operazioni di scrutinio, sono stati così ripartiti: 11 sono stati assegnati alla lista Area Democratica per la Giustizia, 10 a Magistratura Indipendente – Movimento per la Costituzione, 7 a Unità per la Costituzione, 4 ad Autonomia e Indipendenza, 4 alla nuovissima Articolo Centouno.
La sorpresa della lista di Andrea Reale
Ed è proprio la lista Articolo 101, promossa dal gip di Ragusa Andrea Reale che in questi mesi ha affrontato una battaglia contro il “vecchio sistema”, la vera sorpresa di questa tornata elettorale.
Andrea Reale e gli altri candidati di Articolo 101 riescono a strappare molti voti alle liste tradizionali conquistando quattro seggi, lo stesso numero della corrente di Piercamillo Davigo, Autonomia e Indipendenza. Area e Md rappresentano le due forze di “maggioranza”. Unicost – azzerata e rinnovata dopo lo scandalo Palamara – accusa il colpo ma riesce a rimanere in corsa con sette scranni assegnati.
La promessa di base, di tutti i magistrati eletti, è quella di rinnovamento della magistratura. C’è da riconquistare la fiducia dei cittadini.

