Anniversario dell'omicidio Livatino: le parole e gli interventi

Anniversario dell’omicidio Livatino: le parole e gli interventi

Da Mattarella a Schifani e Meloni: i messaggi delle istituzioni
IL GIUDICE ASSASSINATO
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PALERMO – “Oggi ricordiamo con profonda commozione il sacrificio del giudice Rosario Livatino, ucciso 35 anni fa dalla mafia. La sua vita è stata un esempio di coraggio, integrità morale e dedizione alla giustizia, unendo i principi della sua fede con il servizio alla comunità. La memoria di Livatino ci sprona a rinnovare ogni giorno l’impegno per una Sicilia libera da mafia e corruzione, difendendo con fermezza legalità e giustizia. La Sicilia non dimentica”.

Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Alla cerimonia di questa mattina, sul luogo dell’eccidio sulla strada statale Agrigento e Caltanissetta, il presidente ha delegato in rappresentanza del governo regionale l’assessore al Territorio Giusi Savarino che deporrà una corona d’alloro.

Mattarella: “Anniversario che interpella le coscienze”

“Il 21 settembre richiama alla memoria il vile attentato di mafia in cui, trentacinque anni fa, perse la vita il magistrato Rosario Livatino. È un anniversario che interpella, con forza, le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile. Autentico testimone dei valori della Repubblica, il giudice Livatino ha, senza esitazioni, speso la propria vita per affermare i principi dello Stato di diritto contro la cultura della violenza e della sopraffazione.

Nella consapevolezza del ruolo di garanzia che la Costituzione affida alla Magistratura, svolse le sue funzioni, dapprima requirenti e poi giudicanti, con autorevolezza e instancabile dedizione”. Lo dichiara in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Meloni: “Proseguire nell’impegno”

“Ho sempre creduto che raccontare alle giovani generazioni il sacrificio di chi ha messo legalità e giustizia davanti alla propria vita, non sia solo un dovere e un modo per onorarne la memoria ma anche per proseguire nell’impegno che questi eroi hanno intrapreso senza paura. Il giudice Rosario Livatino è tra questi eroi. Un servitore dello Stato che con rigore e fermezza ha portato avanti la battaglia contro la criminalità organizzata. Un uomo di profonda fede cattolica, beatificato nel 2021, a dimostrazione della sua importante opera”.

Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni. “Oggi, nell’anniversario della sua uccisione, voglio ricordare il suo sacrificio e la sua azione compiuta senza piegare mai la testa, affinché – spiega – la nostra generazione e quella futura non dimentichino e possano proseguire nel cammino di lotta contro ogni forma di mafia”.

Nordio: “Ci inchiniamo alla sua memoria”

“La gloria di Livatino non è solo quella di aver dato la vita per lo Stato ma di aver perdonato i suoi assassini. Questo fa la differenza tra l’eroe e il santo. Ci inchiniamo riverenti alla sua memoria, consapevoli che la sua condotta è un esempio che sarà difficile emulare”. Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio. 

Russo: “Esempio per i giovani”

“Rosario Livatino rappresenta un esempio per tutte le giovani generazioni di siciliani che si affacciano alla vita professionale. Un giovane magistrato che aveva deciso di fare fino in fondo il proprio dovere per il bene della sua terra e contro ogni forma di criminalità”. Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, componente della commissione parlamentare Antimafia, ricordando il magistrato agrigentino ucciso il 21 settembre del 1990, mentre si recava in tribunale, poco prima di compiere il 38esimo anno di età.

“La figura di Rosario Livatino, il ‘giudice ragazzino’, ci ricorda che sono proprio i giovani la leva principale sulla quale fare affidamento per un futuro migliore per la Sicilia”, conclude Russo.

Mulè: “Sacrificio di Livatino monito per tutti”

“Nell’anniversario dell’uccisione del giudice Rosario Livatino, elevato dalla Chiesa a Beato, troviamo l’esempio di un magistrato che nella apparente normalità di un impegno quotidiano a presidio della legalità fu capace nella sua Sicilia di atti straordinari. Il suo sacrificio costituisce un monito per tutti affinché non si imbocchi mai la strada del compromesso, un richiamo rivolto soprattutto a chiunque e a qualsiasi livello riveste un ruolo nella pubblica amministrazione”. Così Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, nel trentacinquesimo anniversario dell’agguato mafioso in cui morì Rosario Livatino.

Rando: “Sacrificio di Livatino, patrimonio morale”

“Il 21 settembre 1990, lungo la statale Catania-Caltanissetta, veniva brutalmente ucciso dalla mafia il giudice Rosario Livatino, appena trentasettenne. La sua vita, il suo impegno quotidiano e il suo sacrificio rappresentano ancora oggi un patrimonio morale e civile che appartiene a tutto il Paese. Livatino ha incarnato la figura di un magistrato integerrimo, capace di unire competenza professionale, umanità e coraggio. La sua testimonianza continua a indicare una strada soprattutto alle giovani generazioni, dimostrando che la giustizia si costruisce giorno per giorno con serietà, dedizione e senso dello Stato”.

Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico. 

Mulè: “Capace di atti straordinari”

“Nell’anniversario dell’uccisione del giudice Rosario Livatino, elevato dalla Chiesa a Beato, troviamo l’esempio di un magistrato che nella apparente normalità di un impegno quotidiano a presidio della legalità fu capace nella sua Sicilia di atti straordinari. Il suo sacrificio costituisce un monito per tutti affinché non si imbocchi mai la strada del compromesso, un richiamo rivolto soprattutto a chiunque e a qualsiasi livello riveste un ruolo nella pubblica amministrazione”.

Così Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, nel trentacinquesimo anniversario dell’agguato mafioso in cui morì Rosario Livatino. 


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