PALERMO – La Procura di Palermo vorrebbe arrestare l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e il deputato nazionale Saverio Romano. Le perquisizioni da parte dei carabinieri del Ros svelano l’esistenza di un’inchiesta per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione di quelle che provocano anche un terremoto politico-giudiziario.
La richiesta di arresti domiciliari per Cuffaro è stata avanzata al giudice per le indagini preliminari che deve fissare l’interrogatorio preventivo dell’indagato prima dell’eventuale applicazione della misura cautelare.
Per Romano, coordinatore nazionale di Noi Moderati, il prosieguo dell’inchiesta deve passare da una richiesta di autorizzazione a procedere su cui dovrà pronunciarsi il parlamento.
Tra gli indagati c’è anche Carmelo Pace, capo gruppo della Dc all’Ars, ma anche altri nomi noti.
Intanto cominciano ad arrivare le reazioni da parte del mondo politico. Tra i primi Carlo Calenda, leader di Azione, che da mesi chiede il commissariamento della Sicilia: “Questa è l’immagine plastica della classe dirigente siciliana che continua a bloccare la regione: stessi nomi, stessi metodi, stessa impunità morale”, si legge su un post pubblicato sui social.
“È una questione etica e culturale prima che giudiziaria – continua –. Finché continueremo a considerare ‘normale’ che certi personaggi, che tra l’altro erano già stati arrestati e condannati per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, facciano politica, non cambierà mai nulla”.
Il post del leader di Azione termina con il link che rimanda alla firma di una petizione per chiedere il commissariamento dell’isola.
Schifani: “Fiducia nella magistratura”
“Esprimo la mia piena fiducia nell’operato della magistratura, che svolge con rigore e senso dello Stato il proprio compito di accertare la verità dei fatti. Gli indagati potranno dimostrare, nelle sedi opportune, la loro estraneità alle contestazioni mosse dalla Procura – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani “-.
Poi arriva anche una nota di Palazzo d’Orleans che aggiunge: “La Presidenza della Regione segue con la massima attenzione e con il massimo rigore gli sviluppi dell’inchiesta odierna della Procura di Palermo con riferimento all’Asp di Siracusa, riservandosi di adottare i provvedimenti di competenza all’esito della pronuncia del Gip”.
La Vardera: “Schifani tuteli l’immagine della Regione”
“Quanto emerso stamattina dalla stampa lascia spazio a un quadro macabro e pericoloso della cosa pubblica. Sia chiaro, siamo garantisti e sicuri che procura e istituzioni faranno del loro meglio per portare alla luce la verità. Ma davanti a quanto emerso oggi su Cuffaro, Romano e tanti altri della Dc, Schifani non può di certo restare a guardare, il presidente della Regione deve necessariamente tutelare l’immagine della Sicilia e usare il pugno duro. Non ci può essere spazio per l’attesa di un verdetto, deve immediatamente intervenire mettendo alla porta la Dc e togliendola dalla sua giunta”, a dichiararlo è il deputato e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.
La Vardera aggiunge: Non è immaginabile che continuino a governare l’Isola con questi presupposti per questa ragione ho già chiesto a tutta l’opposizione di presentare insieme, già oggi, una mozione urgente di sfiducia. È il momento che questo governo vada a casa“.
Barbagallo: “Schifani intervenga o se ne vada”
“La richiesta di arresto per Totò Cuffaro, con altri nomi eccellenti della politica nazionale e regionale, è l’ennesimo episodio che investe la sanità siciliana. C’è un sistema di malaffare e clientelismo che questo governo, guidato da Renato Schifani e di cui Cuffaro è uno dei suoi maggiori consiglieri politici, non è riuscito a spezzare e che noi denunciamo da troppo tempo: quello attuale è un modello di gestione opaco, che sfiora il criminogeno, con manifeste storture e dove spesso prevalgono interessi illeciti”. Lo dichiara il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo a proposito dell’inchiesta della procura di Palermo.
“Certamente spetta alla magistratura accertare i reati ma – aggiunge – di fronte ad un fatto così eclatante, l’ennesimo che riguarda la Regione e che ha visto altri nomi importanti del Centrodestra coinvolti in indagini simili, Schifani non può più fare finta di nulla e manifestare fiducia nella magistratura. Questo sistema opaco, poco trasparente che favorisce interessi illeciti è frutto della sua azione di governo. Intervenga subito oppure – conclude – se ne vada per manifesta inadeguatezza a governare”.
Catanzaro: “Notizia indagine su Cuffaro e Romano è inquietante”
“Che si fosse tornati ad una condizione paludosa lo avevamo detto da tempo. La notizia di questa nuova indagine su politica e appalti è inquietante, si ha la sensazione che il tempo non abbia insegnato nulla. Continuiamo a dire che la sanità deve servire a garantire ai cittadini il diritto alla salute, nel governo Schifani la utilizzano per garantirsi il diritto alle poltrone”. Lo dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars a proposito dell’inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge tra tra gli altri l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, il capogruppo della Dc all’Ars Carmelo Pace e il parlamentare di Noi Moderati Saverio Romano.
“Naturalmente – aggiunge Catanzaro – aspettiamo di conoscere gli sviluppi ribadendo il pieno sostegno nell’operato della magistratura, quel che è certo è che fino a quando la politica non riuscirà a rompere ogni contatto con il mondo degli appalti, la Sicilia è destinata a leggere altre notizie come quella di oggi”.
M5S: “Colpo durissimo, Schifani stacchi la spina”
“Le notizie della richiesta di arresto per Cuffaro e Pace, assieme a importanti esponenti della sanità siciliana, rappresentano l’ennesimo, durissimo colpo alla credibilità del governo Schifani, già messa a dura prova dalle recenti indagini che coinvolgono due suoi assessori, Sammartino e Amata, e il presidente dell’Ars Galvagno, cioè rappresentanti di partiti che sono importantissimi azionisti del suo esecutivo. Crediamo pertanto che sia arrivato il momento per il presidente della Regione di togliere la spina a un esecutivo che, finora, non ha prodotto risultati apprezzabili per i siciliani, per avere affossato definitivamente la sanità e per avere litigato senza soluzione di continuità per la spartizione delle poltrone che contano”. Lo affermano il coordinatore regionale del M5S e vicepresidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, e il capogruppo 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, unitamente alla deputazione nazionale del Movimento.
“Siamo perfettamente consapevoli – concludono – che non siamo in presenza di una sentenza, ma crediamo comunque che le tante, troppe ombre che avvolgono il governo Schifani, ormai delegittimato, non ci permettano di aspettare il normale corso delle indagini mentre queste notizie scavano un baratro tra la gente e le istituzioni”.
De Luca (Sud chiama Nord): “La giustizia faccia presto e fino in fondo”
“Notizie come quelle di oggi, relative a presunti appalti truccati nella sanità che vedrebbero coinvolti esponenti politici e della burocrazia siciliana, fanno male alla politica e alla nostra terra. Non gioisco, come forse faranno altri, erroneamente convinti che la credibilità di governo si conquisti con l’arte dello sciacallaggio o alimentando il clima del lancio delle monetine”. Lo dichiara Cateno De Luca, capogruppo di Sud chiama Nord all’Assemblea Regionale Siciliana, commentando le richieste di arresto avanzate nei confronti di Totò Cuffaro e Saverio Romano.
“Ringrazio la magistratura palermitana per il lavoro che svolge per smascherare presunti sistemi corruttivi in uno dei settori più delicati, la sanità – aggiunge De Luca – ma mi auguro che la giustizia faccia il proprio corso con celerità e fino in fondo, per tutelare anche chi fa buona politica e ha pagato sulla propria pelle il prezzo di un sistema ingiusto. Io so cosa significa finire nel tritacarne giudiziario: quindici anni di gogna mediatica e politica, conclusi con assoluzioni piene per non aver commesso il fatto, ma senza un reale risarcimento umano.”
“Continuo a lavorare per una Sicilia migliore, con onestà e passione – conclude De Luca – insieme a tanti sindaci e amministratori che ogni giorno si rimboccano le maniche per dare risposte concrete ai cittadini, vittime della malapolitica di chi li ha governati per decenni”.
Mannino (Cgil Sicilia): “Nuovo terremoto politico – giudiziario riguarda da vicino l’intero governo siciliano”
“Al di là delle conferme sul piano giudiziario è evidente che c’è un sistema in Sicilia duro a morire con la compiacenza o al meglio l’inerzia di chi è ai vertici politici. Mafia, affari, politica: vi è una forte compromissione delle istituzioni regionali , al netto delle responsabilità penali. La politica assuma adesso iniziative indipendenti dalle questioni processuali”: lo scrive in una nota il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, commentando le nuove vicende giudiziarie aperte in Sicilia sul capitolo appalti e politica.
Il segretario della Cgil lancia un appello “alle forze sane della Sicilia per il cambiamento e una nuova classe politica e dirigente in grado di costruire il riscatto della nostra regione sulle basi della legalità, della trasparenza, del contrasto alla mafia”.
“Si pone ancora una volta – afferma Mannino- una pesante questione di etica, dalla quale il presidente della regione non potrà sfuggire. Non si potrà peraltro cadere dalle nuvole dal momento che anche da parte nostra c’erano state segnalazioni su assegnazioni sospette nel settore dei servizi. Il garantismo è applicabile nelle aule di giustizia non di fronte a una collettività che chiede alla politica trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Schifani dunque – aggiunge il segretario della Cgil- dica subito a chiare lettere cosa intende fare, visto che nella sua Giunta ci sono esponenti della Dc e che questo partito determina nomine ed equilibri. La Sicilia – sottolinea Mannino – esige trasparenza e non che si abbia la sensazione di un barcamenarsi che conferma e lascia spazio alle vecchie pratiche di corruttela politica, di voto di scambio, di bieco clientelismo, cioè al degrado morale oltre che istituzionale”.
“Da tempo – osserva – assistiamo a una presenza sempre più assidua di faccendieri nei meandri dell’amministrazione e a opacità in tanti settori e in tanti processi amministrativi. Ritengo che non ci siano spazi per compromessi di alcun tipo e che nessuno possa tirarsi fuori, perché è indubbio- conclude Mannino – che quest’ultimo terremoto politico giudiziario riguardi da vicino l’intero governo siciliano”.
Antoci: “Siciliani mortificati e sfiduciati”
“Quando la politica perde i suoi valori, allora gli affaristi sguazzano e hanno praterie nel piegare le norme ai propri biechi interessi. Quanto rivelato nell’inchiesta della Procura di Palermo sugli appalti pilotati nella sanità purtroppo non ci sorprende più. In Sicilia tutto cambia per non cambiare nulla, ma il risultato è che i cittadini sono sempre più sfiduciati e mortificati per queste sacche di potere che rubano costantemente il loro futuro”, lo dichiara Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.
“Ringraziamo la magistratura e gli uomini delle forze dell’ordine per il loro impegno quotidiano nella difesa della legalità – ha aggiunto Antoci -: senza di loro vincerebbe l’impunità. Dal canto suo, il Movimento 5 Stelle continuerà a lavorare per una maggiore trasparenza amministrativa e per affermare con i suoi rappresentanti quel cambiamento nella Regione Sicilia che adesso è necessario più che mai. La politica deve trovare gli strumenti per arrivare prima della magistratura mettendo al primo posto l’etica e la selezione della propria classe dirigente”.
Lupi: “Convinti dell’estraneità di Saverio Romano”
“Siamo fermamente convinti dell’estraneità di Saverio Romano dalle accuse contestategli e siamo sicuri che sarà dimostrata anche davanti al Gip. Ancora una volta la cosa più grave è la celebrazione di un processo mediatico che purtroppo è iniziato prima ancora che Saverio Romano fosse a conoscenza dell’inchiesta. Come ha detto lui stesso, purtroppo, ormai il danno è fatto. Da parte mia e di tutto il partito la massima solidarietà a Saverio”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
Caronia: “Solidarietà personale e politica a Saverio Romano”
“Desidero esprimere la piena fiducia nell’operato della magistratura e dei suoi sistemi di controllo e bilanciamento. Sono certa che le indagini accerteranno rapidamente la verità, dimostrando l’estraneità dell’onorevole Saverio Romano, coordinatore nazionale di Noi Moderati, alle accuse che gli sono mosse”. Così, in una nota, Marianna Caronia, deputato regionale di Noi Moderati.
“All’onorevole Romano va in questo momento la mia solidarietà personale e politica. Condividiamo con lui l’auspicio che si faccia piena luce su tutta la vicenda, al di là dell’inaccettabile processo mediatico che si è già messo in moto – conclude -. La nostra priorità resta garantire trasparenza alla sanità siciliana e serenità a operatori e cittadini, per assicurare servizi efficienti a tutta la comunità”.
Rando (Pd): “Vicenda allarmante”
“La vicenda che coinvolge l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro e altri esponenti politici e amministrativi è allarmante e richiede che sia fatta piena chiarezza da parte di tutte le istituzioni coinvolte”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, commentando l’inchiesta della Procura di Palermo su presunti appalti pilotati.
“Ogni volta che emergono ipotesi di corruzione nella gestione pubblica – aggiunge Rando – si incrina il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. A maggior ragione se parliamo, come in questo caso, di esponenti politici già condannati in passato. È dovere della politica reagire con fermezza, garantendo trasparenza, rispetto delle regole e avendo fiducia ne lavoro della magistratura affinché la verità emerga rapidamente”.

