"Aqua Micans"| di Marzia Migliora

“Aqua Micans”| di Marzia Migliora

Le opere dell’artista che AMACI ha scelto per realizzare l’immagine guida della Giornata del Contemporaneo 2013.

Giornata del Contemporaneo
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Palermo – La Fondazione G.O.C.A., presenta “Aqua Micans“, nuovo progetto di Marzia Migliora realizzato per la Nona edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. È Marzia Migliora l’artista che AMACI ha scelto per realizzare l’immagine guida della Giornata del Contemporaneo 2013, il grande evento annuale dedicato all’arte del nostro tempo e al suo pubblico, che negli anni scorsi ha visto coinvolti Michelangelo Pistoletto nel 2006, Maurizio Cattelan nel 2007, Paola Pivi nel 2008, Luigi Ontani nel 2009, Stefano Arienti nel 2010, Giulio Paolini nel 2011 e Francesco Vezzoli nel 2012.

In questa occasione, la Fondazione G.O.C.A., presenta al pubblico per la prima volta il suo nuovo spazio espositivo: una ex chiesetta della seconda metà del XVIII secolo, conosciuta come Oratorio della Madonna del Rifugio dei Peccatori Pentiti, in via Maqueda, nel centro storico di Palermo. La ristrutturazione, portata avanti dalla Fondazione G.O.C.A, è terminata dopo circa due anni di lavori e apre alla città un suggestivo spazio storico, normalmente chiuso al pubblico. Lo scatto fotografico dal titolo Aqua Micans, realizzato in situ, ritrae alcune portatrici d’acqua mentre attraversano il Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina.

Con questa fila di donne, impegnate in un’azione quotidiana e vitale, Marzia Migliora ha scelto di riprendere e ripetere la rituale solennità di un gesto antico e uguale in tutto il Sud del mondo: trasportare un’anfora d’acqua sul capo o sulle spalle, percorrendo un paesaggio duro e desolato. L’artista ha voluto come protagoniste della sua azione un gruppo di donne di Gibellina, discendenti di coloro che abitavano le case distrutte dal tragico terremoto del 1968, le cui macerie sono oggi celate e custodite sotto il manto del Grande Cretto di Alberto Burri.

L’artista ha fatto leva sull’equivalenza tra acqua e cultura, necessario nutrimento per l’uomo, e tra portatrici d’acqua e operatori culturali del contemporaneo, portatori a loro volta di un bene prezioso e insostituibile da cui dipende la crescita e il benessere della società. In un’epoca di crisi e di tagli, Aqua Micans introduce una riflessione sul ruolo del museo come istituzione preposta a conservare e tutelare l’esistente e allo stesso tempo a stimolare la produzione e il ripensamento del nuovo, creando un ponte ideale tra il presente e il nostro passato storico-artistico, attraverso cui costruire una proiezione futura positiva.

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