“A Palermo, al 1 gennaio 2025, risiedevano 25.948 cittadini stranieri, pari al 4,1% della popolazione. Molti bambini e ragazzi crescono nelle nostre scuole e nei nostri quartieri, spesso nati in Italia o arrivati nei primi anni di vita. Le loro esperienze mostrano una risorsa che la scuola e il Paese faticano ancora a riconoscere pienamente. Insieme ai loro coetanei italiani, costituiscono un patrimonio umano giovane, plurilingue e capace di muoversi tra culture diverse”. Lo afferma l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in un testo diffuso alla vigilia della 112/esima Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.
“Queste nuove generazioni – sottolinea mons. Lorefice – contribuiscono a ridefinire in senso positivo il tessuto sociale e culturale di Palermo, rafforzandone il volto interculturale. Restano, tuttavia, disuguaglianze rilevanti: la dispersione scolastica, le difficoltà di accesso a percorsi formativi e lavorativi qualificati e il rischio di marginalità sociale”.
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“Accanto a queste presenze ormai radicate – aggiunge l’arcivescovo di Palermo – vi sono i minorenni stranieri non accompagnati, cioè bambini e adolescenti arrivati in Italia senza genitori o altri adulti legalmente responsabili. Al 31 dicembre 2025 erano 17.011 in tutto il Paese. Nello stesso anno la Sicilia è stata la principale regione di primo arrivo: vi sono stati registrati 7.892 ingressi, quasi la metà del totale nazionale”.
Palermo, Lorefice: “Possono trasformare la scuola”
Dati che, ha osservato monsignor Lorefice, che “confermano la centralità della prima accoglienza, ma mostrano anche la necessità di percorsi duraturi di protezione e inclusione” e in questo “la scuola svolge un ruolo decisivo”. La loro presenza, però, ha rilevato l’arcivescovo di Palermo “può trasformare la scuola”. “Un adolescente che ha attraversato il Mediterraneo o i Balcani e sceglie di imparare una nuova lingua – ha spiegato – porta in classe una testimonianza di coraggio, socialità e motivazione che nessun programma potrebbe trasmettere allo stesso modo. La sua storia diventa un libro da leggere con attenzione e rispetto”.



