PALERMO – “Non più figli e figliastri tra i 391 Comuni della Sicilia e stop alle mancette che hanno fatto la parte del leone in tante manovre varate da sala d’Ercole. I fondi della variazione di bilancio ora all’esame dell’Ars destinati ai Comuni per infrastrutture e opere pubbliche saranno erogati in base alle fasce di popolazione, con un minimo di 100 mila euro ed un massimo di 350 mila euro per tutelare le comunità più piccole”. Lo sostiene il M5s per via di un emendamento al ddl variazioni di bilancio a firma dei deputati regionali Adriano Varrica e Cristina Ciminnisi approvato dalla quarta commissione dell’Ars.
“Se reggerà ai prossimi passaggi parlamentari – dice Varrica – dovrebbe scrivere, almeno per questa manovra, la parola fine ai casi che hanno portato enormi, arbitrari e anomali squilibri tra i vari Comuni nel corso di questa legislatura. Un esempio è il comune di Maletto dove, a dispetto dei suoi soli suoi 3.584 abitanti, con le varie leggi finanziarie sono arrivati più soldi che a Comuni molto più grandi come Trapani e perfino Catania”.
“Questo – aggiunge Varrica – è solo un esempio delle tante sperequazioni generate dal sistema dei finanziamenti regionali diretti a specifici Comuni siciliani con le leggi finanziarie, leggi collegate ad esse e variazioni di bilancio approvate nel corso della legislatura. Il mio emendamento prova a mettere al bando la discrezionalità e a tarare i finanziamenti su precisi criteri oggettivi come la popolazione dei Comuni”.
Per rendere sempre operativi questi criteri, Varrica da oltre un anno e mezzo, ha depositato all’Ars un apposito disegno di legge che non è mai stato incardinato in commissione e “che richiama la virtuosa esperienza del fondo pluriennale del governo Conte”.
Via libera alle assunzioni alla Sas
Via libera all’assunzione alla Sas dei lavoratori Asu del privato sociale inseriti nell’elenco previsto dalla legge regionale del 28 gennaio 2014. Lo prevede un emendamento a prima firma del capogruppo M5S Antonio De Luca approvato in commissione Lavoro all’Ars.
L’emendamento autorizza la SAS, previa presentazione di apposita domanda e attraverso uno specifico avviso pubblico di selezione, ad assumere i lavoratori inseriti nell’elenco regionale previsto dall’articolo 30 della legge regionale 5 del 2014 che, alla data di entrata in vigore della legge, risultano ancora impiegati presso enti del terzo settore, soggetti del privato sociale e nel partenariato sociale.
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Le assunzioni sono previste con contratto a tempo indeterminato e con orario parziale fino a 24 ore settimanali, nei limiti delle risorse disponibili.
“Con questo emendamento – dice Antonio De Luca – proviamo a scrivere la parola fine ad una situazione che si trascina da oltre 20 anni per consentire la definitiva fuoriuscita di questi lavoratori dal bacino delle attività socialmente utili, assicurando loro e alle loro famiglie un futuro certamente meno precario”.



