PALERMO – Lo stralcio di 52 articoli dalla manovrina regionale libera più di 92 milioni di euro sul 2026 che possono essere impegnati per l’altra metà del ddl ‘Coesione e crescita’ rimasta in piedi. Un colpo d’accetta, quello della presidenza dell’Ars, che ha fatto cadere anche una ventina di norme ordinamentali che avrebbero allungato ulteriormente i tempi del dibattito in Aula.
Dove finiscono i 52 articoli stralciati
Tutti gli articoli soppressi, come spiegato dal presidente del parlamento Gaetano Galvagno, ritorneranno in commissione Bilancio. Saranno innestati nella legge di stabilità che il governo si è impegnato a consegnare prima della fine di ottobre. “Il lavoro della commissione Bilancio non andrà perso”, ha assicurato Galvagno.
Di fatto, però, quelle norme non sono più in piedi e dovranno attendere la Finanziaria per risalire sul treno diretto all’approvazione finale. Per le norme rimaste in piedi, intanto, resta da capire se il livello di malcontento in Aula resterà alto come registrato nei minuti successivi alla comunicazione fatta in Aula.
Cantine sociali e ospedali dovranno attendere
Dal ddl, intanto, cadono interventi corposi: su tutti la ricapitalizzazione delle cantine sociali, che da sola vale 19 milioni di euro. Si tratta di una misura che era stata preannunciata dall’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino e poi rivendicata anche da Forza Italia: al momento è saltata.
Altri 22,6 milioni di euro vengono recuperati con il taglio dell’articolo che destinava 22,6 milioni all’acquisto di apparecchiature sanitarie. Una norma già di per sé di difficile attuazione perché per potere trasferire quel denaro ad Asp e Aziende ospedaliere si sarebbe dovuto mettere in piedi un regolamento ad hoc entro il 31 dicembre.

In standby gli aumenti di stipendio ai presidenti delle ex Province
Salta anche la norma che aveva l’effetto di aumentare gli stipendi dei presidenti di sei Liberi consorzi. L’articolo introduceva poi un rimborso delle spese di viaggio per i consiglieri delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e dei sei Liberi consorzi che risiedono fuori dal comune capoluogo di provincia. Aumenti che sarebbero finiti in capo ai bilanci delle ex Province.
Ritornano sul binario della commissione Bilancio anche i sette milioni di euro destinati al Fondo regionale per le nuove generazioni e la resilienza demografica, ideato per contrastare lo spopolamento dei comuni. Dovrà attendere la legge di stabilità anche il programma di pulizia, manutenzione e riqualificazione delle strade, per il quale erano stati appostati cinque milioni di euro. In soffitta anche il milione di euro per interventi di adeguamento delle scuole mirati ad ottenere l’agibilità
Il ‘Reddito di merito’ per gli universitari può attendere
In freezer anche la norma che stanziava cinque milioni di euro per i porti delle città da dove partono i collegamenti per le isole minori. Dovrà attendere anche il ‘Reddito di merito’ per gli studenti universitari, sul quale erano stati appostati tre milioni di euro. Un altro milione e mezzo di euro era destinato a dei voucher per gli studenti con un Isee basso.
Le altre norme accantonate con lo stralcio
Accantonate diverse misure con piccole cifre: dal progetto ‘Sicilia Liberty’ (200mila euro per il 2026) ai 300mila euro per celebrare l’Anno europeo dei Normanni, fino al Fondo a sostegno del reclutamento legale della manodopera straniera (400mila euro agli enti del terzo settore). Capitolano anche i 500mila euro per i quattro centri di diabetologia pediatrica della Sicilia. Niente di fatto anche per i trecentomila euro per l’istituzione della Banca dei tessuti presso il Policlinico di Catania.
Dovrà attendere il prossimo giro di valzer anche la norma che con centomila euro istituiva l’Osservatorio permanente sull’intelligenza artificiale e l’inclusione digitale presso l’assessorato regionale all’Economia.
In standby anche il contributo per il cosiddetto ‘social freezing’. Si tratta di una procedura medica che può essere richiesta dalle donne che per ragioni personali o professionali intendono programmare una gravidanza in futuro. Congelando gli ovociti in età giovanile per utilizzarli in un secondo momento, si consente così alle donne di preservare la propria fertilità. Per il 2026 erano stati appostati centomila euro.
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Stop agli aiuti per le serre ecosostenibili
Addio anche all’articolo 56, che prevedeva contributi fino all’80% per gli imprenditori delle serre che scelgono una modalità di gestione degli scarti sostenibile. Il sostegno punta a contrastare il fenomeno delle cosiddette ‘fumarole’, noto soprattutto nel sud-est della Sicilia.
Il sostegno economico riguarda l’acquisto di fili, clips e materiali biodegradabili o riciclabili destinati al sostegno dei palchi di ortofrutta, per il trasporto e il conferimento degli scarti vegetali (la cosiddetta ‘fratta’) nei centri di stoccaggio autorizzati e per l’acquisto di mezzi destinati alla triturazione degli scarti direttamente in azienda. Un milione di euro la cifra stanziata. Anche questa misura, così come quella per le microimprese (tre milioni) dovrà attendere.




