Sicilia, alta tensione all'Ars: lo stralcio non convince i deputati

Ars ad alta tensione, manovrina dimezzata ma la strada è tutta in salita

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E da Forza Italia spuntano dubbi: "Senza certezze meglio andare al voto subito", avverte Tomarchio
LE VARIAZIONI DI BILANCIO
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PALERMO – La presidenza dell’Ars che annuncia lo stralcio ‘tecnico’ di 52 norme dalla manovrina, l’opposizione presa alla sprovvista che alza un muro preventivo sulle scelte di Torre Pisana e i dubbi sulla tenuta del centrodestra che sorgono ufficialmente da quello che ormai è il ventre molle della maggioranza: Forza Italia.

Dopo giorni di stallo sulle variazioni di bilancio, la mossa in coordinato del presidente dell’Ars e del governo ha l’effetto di una iniezione di adrenalina a Sala d’Ercole. Il presidente di Sala d’Ercole Gaetano Galvagno brucia tutti sul tempo e poco prima di entrare in Aula annuncia lo stralcio con un comunicato stampa, una volta dentro scopre le carte.

Chi è salito sulla scialuppa della manovrina?

Ci sarà tempo fino a martedì 20 ottobre per analizzare le scelte “tecniche” enunciate in aula da Galvagno, capire i criteri utilizzati e individuare nel dettaglio cosa è saltato e che cosa si è salvato. Sulla scialuppa è finito di certo il Fondo investimenti territoriali (Fit), neologismo dietro al quale è pronta la lista di microinterventi sponsorizzati dai deputati. ‘Annega’, invece, nel tempestoso mare di Sala d’Ercole, la norma che aveva l’effetto di aumentare gli stipendi dei presidenti di sei Liberi consorzi.

Manovrina Regione Sicilia
Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno

Opposizione ‘on fire’

Galvagno nel suo intervento richiama l’opposizione al “senso di responsabilità” per approvare entro la prossima settimana il ddl con diverse misure urgenti. Il capogruppo del Pd Michele Catanzaro abbandona il suo tradizionale aplomb e salta sulla sedia: “Il senso di responsabilità non ci è mai mancato, ma se vogliamo davvero approvare il testo in tempi stretti la strada passa dallo stralcio anche delle norme territoriali, che servono solo a soddisfare gli appetiti di partiti e deputati di maggioranza. Votiamo solo i provvedimenti davvero urgenti contenuti in circa 20 articoli”.

Il presidente dell’Ars controreplica ricordando che gli appelli a trovare una soluzione all’impasse erano arrivati anche dai banchi dell’opposizione e che lo stralcio mira proprio a quello, ma ormai la polemica è partita. Rincarano la dose Nuccio Di Paola e Antonio De Luca (M5s), Ismaele La Vardera e Alessandro De Leo (Controcorrente) e i dem Dario Safina e Mario Giambona.

È il segnale che il tappo è saltato proprio con il tentativo di accorciare i tempi e che nessuno è in grado di prevedere cosa sarà della manovrina. L’aumento di budget per le misure superstiti grazie allo stralcio, inoltre, secondo alcuni non basta. I conti dei fondi risparmiati sono ancora in corso ma per la crisi cerealicola, ad esempio, la previsione ora è di 15 milioni di euro: “Non bastano”, avverte il deputato Pd Nello Dipasquale.

Venti di crisi soffiano da Forza Italia

Dal centrodestra è il silenzio assoluto. Le fragilità della coalizione, che già sulla pregiudiziale si era salvata per tre voti, vengono messe a nudo da Salvo Tomarchio (Forza Italia). Il deputato catanese ad un certo punto del suo intervento si prende anche gli applausi dell’opposizione. “Per diversi giorni la maggioranza è rimasta bloccata con il timore di non vedere approvati i 125 articoli della manovrina – analizza -. Una situazione di stallo sbloccata soltanto dall’intervento di Galvagno, che ringrazio, – ma se è così c’è un problema che mi preoccupa. Se la maggioranza non è in grado di dare risposte, allora è meglio andare al voto il prima possibile, anche domani mattina”.

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Salvo Tomarchio (Forza Italia)

Dagnino: “Ddl lievitato anche per le richieste dell’opposizione”

L’ultima parola spetta alla replica dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, che decide di non arroccarsi in difesa e passare al contropiede. Dagnino ricorda all’opposizione che “una quarantina di emendamenti aggiuntivi accolti in commissione Bilancio arrivano proprio dalla minoranza”.

Alessandro Dagnino
L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino

Sul Fit Dagnino lancia la sfida all’intero Parlamento: “Gli interventi possono essere decisi tramite un ordine del giorno o con lo strumento dell’avviso pubblico. Sta all’Aula decidere se utilizzare l’ordine del giorno soltanto una parte del budget o se far salire la quota da assegnare tramite avviso dal cinque al cento per cento”. In quest’ultimo modo addio alle scelte discrezionali dei deputati: i 50 milioni a disposizione verrebbero assegnati con un bando pubblico e nel ‘mare magnum’ di Sala d’Ercole finirebbero annegate anche le mancette.


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