L'Ars reintroduce gli stipendi per i presidenti delle ex Province

Ex Province, indennità ai presidenti dei Liberi consorzi: bagarre all’Ars

Provincia di Siracusa
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Il voto della seconda commissione ad un emendamento di Fratelli d'Italia. Lite nel Pd
LE VARIAZIONI DI BILANCIO
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PALERMO – Aumentano i costi della politica nelle ex Province siciliane. Questo l’effetto di un emendamento alla manovrina votato dalla commissione Bilancio, che modifica la legge istitutiva degli enti di area vasta che mandarono in soffitta le vecchie Province. I presidenti dei sei Liberi consorzi comunali, che finora svolgevano l’incarico a titolo gratuito, ora avranno uno stipendio.

L’emendamento Assenza sui Liberi consorzi

Si tratta dei vertici delle ex Province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa. Un emendamento del capogruppo di FdI Giorgio Assenza introduce un sistema di calcolo delle indennità di carica: la cifra che spetterà ai presidenti sarà “pari a quella del sindaco del comune capoluogo”, ma ovviamente non cumulabile con quella percepita da sindaco. Introdotto anche un rimborso delle spese di viaggio per i consiglieri delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e dei sei Liberi consorzi che risiedono fuori dal comune capoluogo di provincia.

I sindaci delle Città metropolitane e i presidenti dei Liberi Consorzi comunali, i consiglieri delle Città metropolitane e i consiglieri dei Liberi Consorzi comunali, inoltre, in base alle modifiche approvate dalla commissione, “hanno diritto di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per l’intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli”. Nel caso in cui i lavori si svolgano in orario serale, questi “hanno diritto a non riprendere l’attività lavorativa prima delle ore otto del giorno successivo”. Nel caso in cui i lavori si protraggano oltre l’una, invece, “hanno diritto di assentarsi dal posto di lavoro per l’intera giornata successiva”. Gli oneri sono tutti in capo ai due enti di area vasta.

Commissione Bilancio Ars

Bagarre all’Ars, il Pd si spacca

Al momento del voto è stata bagarre. Il governo si è astenuto e nella sala verde della commissione Bilancio è andato in scena il ‘liberi tutti’. Astenuti anche il presidente della commissione, Dario Daidone (FdI), e Marianna Caronia (Noi moderati). Il Pd ha votato favorevolmente unendosi al resto del centrodestra e mandando su tutte le furie un altro deputato dem, Nello Dipasquale, che si è sempre battuto contro gli aumenti dei costi negli enti di area vasta bloccando una mossa analoga in Aula nel mese di maggio. Contrari M5s e Controcorrente.

Scontro Dipasquale-Cracolici

Il parlamentare ragusano è andato allo scontro con il collega di partito Antonello Cracolici. Tra due sono volate parole grosse, fino al punto da dovere sospendere i lavori. A seguire Dipasquale andato all’attacco. “Quanto accaduto oggi in commissione Bilancio è vergognoso. È passata una norma che l’Assemblea regionale siciliana aveva già bocciato nello scorso mese di maggio e che oggi, invece, torna in Commissione e viene nuovamente approvata”.

Dipasquale fa i calcoli degli aumenti e formula alcuni esempi partendo dagli stipendi dei sindaci: “L’indennità del presidente del Libero consorzio di Agrigento passerà da 4mila euro a 9mila e 660 euro al mese, quella di Enna da tremila euro a 9mila e 660 euro al mese, al presidente del Libero consorzio di Siracusa, con l’aumento, andranno 11mila euro a fronte degli attuali duemila e 208 euro al mese. Parliamo di quasi 370mila euro al mese che potrebbero essere destinati a ben altre esigenze dei siciliani”. 

Nello Dipasquale
Nello Dipasquale (Pd)

Catanzaro: “No a questo tipo di aumenti”

In serata interviene il capogruppo dem Michele Catanzaro: “Presenteremo emendamenti soppressivi a tutti quegli articoli che riteniamo non utili allo sviluppo e all’economia della Sicilia – annuncia -. Personalmente sono contrario ad aumenti del genere, in particolare in questa fase nella quale i siciliani devono fare i conti con una situazione economica drammatica. Oltretutto la stessa norma era già stata esaminata e bocciata dall’aula nei mesi scorsi”. Catanzaro poi spiega “su questa e su altre norme il gruppo Pd tornerà a riunirsi a ridosso dell’esame d’aula”.

M5s: “La Sicilia affoga e loro aumentano i costi della politica”

Duro il commento dei Cinquestelle Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano. “Mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti – dicono -, la maggioranza cosa fa? Approva, nel contesto delle variazione di bilancio, un emendamento che aumenta i costi relativi ai presidenti e ai consiglieri dei Liberi Consorzi”.

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Di Paola (M5s): “I fondi per le mancette si usino per il caro carburanti”

Di Paola, in sede di dichiarazione di voto, ha anticipato il secco no del suo gruppo. “È assurdo – continuano – che in un momento come questo in cui famiglie e imprese sono con l’acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia, qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi”.

Controcorrente: “Emendamento vergognoso”

Controcorrente parla di “emendamento vergognoso” che arriva “in un momento in cui la gente non può fare benzina”.  Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro affermano: “Il Parlamento pensa ad aumentare i soldi per la politica”. 


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