Sicilia, AstraZeneca va, via al vaccino senza prenotazione

Sicilia, AstraZeneca va: vaccino senza prenotazione nel weekend

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    Il livello di approssimazione ed incompetenza che ormai caratterizza i governi locali siciliani ci stanno rendendo sempre di più gli ultimi della terra. Lo dimostra che per il terzo giorno consecutivo non si trova una soluzione per risolvere il caos della Fiera a Palermo. Invece di trovare soluzioni si fanno annunci sui social media e pupiate in televisione.

    Non capisco perchè se devo farmi vaccinare è l’autorità sanitaria che sceglie il vaccino che devono inocularmi e non possa scegliere io, quindi non è vero che il vaccino non è obbligatorio o comunque decidono loro per te ad essere sincero se devo scegliermi le controindicazioni che vi sono nei vaccini preferisco che sia IO a scegliere quali.

    **tratto da un giornale cartaceo
    Molti, però, preferirebbero farsi iniettare il Pfizer o il Moderna. Oppure aspettare che venga messo sul mercato il Johnson&Johnson, il quale ol tretutto è una monodose e non necessita di richiamo.
    Però non è così che funziona. Non è possibile scegliersi il vaccino. Lo decide l’autorità sanitaria in base alla categoria e alla fascia di età. **

    Anche oggi dopo pranzo un delirio perché non si può dire in una città come Palermo che dalle 18:00 alle 22:00 possono andare senza prenotazione forze dell’ordine, insegnanti ed anziani per il semplice fatto che così facendo si crea il caos. La prenotazione doveva avvenire per eventuali possibilità aggiuntive doveva avvenire sempre telematicamente. Bastava informare la popolazione che c’erano posti liberi dalle 18:00 alle 22:00 e che chi voleva avrebbe potuto prenotarsi. Tra l’altro La fiera ha 4 accessi e per evitare il delirio che c’è in via Sadat (15 minuti fa c’era un assembramento di un numero incredibile di persone senza alcun distanziamento) bastava suddividere l’ingresso di coloro che erano prenotati nei vari orari nei 4 ingressi dando a ciascuno il numero d’ingresso da cui avrebbe potuto accedere. Il numero di persone prenotate per i vari accessi sarebbe stato di gran lunga inferiore e più controllabile ed i sorveglianti avrebbero potuto far entrare soltanto coloro che avevano la prenotazione con stampato il qrcode che rilasciano all’atto della prenotazione stessa controllando preventivamente con un lettore ottico la validità del qrcode stesso. Ma forse dico cos’è troppo difficili da comprendere per coloro che hanno organizzato questo servizo.

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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