PALERMO – L’incremento delle ore lavorative per gli ex Pip transitati nella Partecipata regionale Sas riaccende il dibattito su una vicenda che ha provocato una profonda frattura tra la deputata regionale di Noi moderati Marianna Caronia e il resto del centrodestra. Adesso scendono in campo i sindacati, che chiedono un incontro al presidente della Regione Renato Schifani.
Ex Pip, il nodo dell’aumento delle ore settimanali
Dopo lo stop al suo emendamento aggiuntivo che portava i lavoratori da 25 ore settimanali a full-time, Caronia ha rotto con il resto della maggioranza e a stretto giro di posta Schifani ha risposto indirettamente sul punto: “Se oggi i Pip non sono più precari è grazie al mio governo. Al momento opportuno, compatibilmente con le risorse disponibili, valuteremo ulteriori incrementi dell’orario di lavoro”. Il governatore ha poi auspicato che i lavoratori “non si facciano strumentalizzare e non dimentichino quanto è stato fatto”.

Le lettera dei sindacati a Schifani
Dopo la presa di posizione di Schifani, dall’altro versante del fronte arriva una mano tesa verso Palazzo d’Orleans. Un tentativo di riconciliazione che porta con sé anche una richiesta di chiarimento sulle istanze dei circa 1.800 ex Pip che ora lavorano nella società partecipata regionale.
“Ex Pip, si parli con parole chiare”
Fp Cgil, Cisl Fp, Uilfp, Ursas, Sadirs e Ugl autonomie hanno preso carta e penna e hanno scritto a Schifani per chiedere un incontro. L’obiettivo è “affrontare in maniera chiara e definitiva” la vicenda ex Pip. I sindacati chiedono di conoscere “quali siano le reali intenzioni del governo regionale e della maggioranza” rispetto all’obiettivo delle 36 ore settimanali. Un impegno, secondo le sigle, che negli accordi precedenti avrebbe avuto come limite massimo per l’assolvimento “la conclusione della legislatura”.
Leggi anche
“Ex Pip ormai necessari”
I rappresentanti dei lavoratori ribadiscono i meriti del governo regionale e riconoscono a Schifani “attenzione e sensibilità” nei confronti della platea di lavoratori passati a 25 ore. “Un primo risultato importante che abbiamo apprezzato”, è la premessa della lettera, tuttavia ora si apre la partita del full-time. Secondo le sigle, però, gli ex Pip sono ormai “necessari” alla macchina regionale e per questo “meritano una risposta definitiva” sul piano lavorativo ed economico.
Fp Cgil, Cisl Fp, Uilfp, Ursas, Sadirs e Ugl autonomie chiedono così di conoscere “tempi, modalità e risorse” per giungere all’obiettivo delle 36 ore. Nell’ottica dei sindacati il passaggio a 25 ore è stato “un segnale importante” ma adesso “è necessario compiere un passo successivo”.




