PALERMO – Un investimento complessivo di quasi undici milioni di euro e un cantiere che andrà avanti per più di un anno e mezzo per chiudere la brutta storia del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania, crollato il 10 aprile del 2015. L’Anas ha assegnato il mega appalto per la costruzione del nuovo viadotto della carreggiata in direzione Catania: l’ente prevede una durata di 570 giorni dei cantieri che dovranno ricongiungere in maniera diretta e definitiva le due sponde dell’autostrada, in questo momento collegate da un bypass. La carreggiata in direzione Palermo, invece, era già stata riaperta nell’aprile del 2016 dopo i controlli strutturali.
Il nuovo viadotto sarà realizzato in acciaio, con tre campate, e avrà una lunghezza complessiva di 270 metri. La campata centrale, che avrà una lunghezza di 130 metri, è stata progettata per scavalcare la porzione di frana che tre anni fa causò il cedimento dei piloni: i nuovi piloni e le relative fondazioni “saranno posizionate ai margini della frana – sostiene Anas – e saranno dimensionate per resistere a quadro geomorfologico esistente sui versanti”. Il nuovo viadotto sulla A19 sarà realizzato da un raggruppamento temporaneo di imprese con sede a Catania: Gecob Srl, Colnisa Costruzioni, Bua Costruzioni Srl. Gecob si occuperà delle trivellazioni, mentre Bua Costruzioni è l’azienda che ha partecipato ai cantieri dell’ospedale Garibaldi di Catania. Secondo Valerio Mele, coordinatore territoriale di Anas Sicilia, l’appalto “conferma l’impegno di Anas nei confronti della Palermo-Catania”. Per la A19 è previsto un piano di manutenzione straordinaria con un investimento complessivo di 870 milioni di euro fino al 2020.
Per il crollo del viadotto la Procura di Termini Imerese nel luglio del 2017 ha chiuso un’inchiesta con cinque indagati per omissione di atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti. Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati “pur essendo a conoscenza dell’evoluzione del corpo di frana che si era manifestata, nel periodo tra marzo ed aprile del 2015, sul versante prospiciente l’autostrada A19 Palermo-Catania ricadente nel territorio del Comune di Caltavuturo, non hanno adottato i provvedimenti dovuti, ognuno in relazione alle specifiche competenze”.
L’odissea della Palermo-Catania inizia all’indomani del crollo, con la chiusura anche della carreggiata in direzione capoluogo e gli automobilisti costretti a una deviazione sui tornanti che conducono a Polizzi Generosa. Disagi solo in parte alleviati dalla trazzera di Caltavuturo finanziata dal Movimento cinque stelle con il taglio degli stipendi dei 14 deputati pentastellati all’Assemblea regionale siciliana. Nel frattempo il Consiglio dei ministri dichiara lo stato d’emergenza e nomina un commissario, Marco Guardabassi, che approva i progetti di demolizione del vecchio viadotto (FOTO) e di realizzazione del bypass: quest’ultimo vede la luce a novembre. A gennaio 2016 l’installazione di un sistema di monitoraggio delle strutture e della frana sul territorio di Caltavuturo: un fenomeno che nel progetto di Anas verrà scavalcato dal nuovo viadotto, la cui progettazione fu avviata nel febbraio del 2016. Nella primavera dello stesso anno la riapertura della carreggiata in direzione Palermo e ad agosto l’ultima buona notizia: la pubblicazione del bando di gara per il nuovo viadotto che, salvo intoppi, chiuderà l’odissea dell’autostrada A19.

