Sicilia, l'ultimatum degli autotrasportatori a Salvini sul fermo

Autotrasportatori: “Stop al fermo se Salvini firma protocollo, altrimenti no”

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La posizione del Comitato trasportatori siciliani

Il fermo degli autotrasportatori in Sicilia resterà confermato fino al 27 ottobre, a meno che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non sottoscriva un protocollo contenente gli impegni richiesti dalla categoria e incontri una delegazione il 20 ottobre. È la posizione espressa dal Comitato trasportatori siciliani (Cts), che subordina la revoca della protesta a garanzie formali da parte del governo. A chiarire le condizioni poste dagli operatori del settore è Salvatore Bella, coordinatore del comitato. “Se il ministro Salvini accetta di firmare il protocollo d’impegni e incontrarci il 20 ottobre revochiamo il fermo. Diversamente rimane fino al 27 ottobre”.

Il confronto con il ministro Salvini

La vertenza potrebbe registrare sviluppi in occasione dell’incontro convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale è prevista la partecipazione di una rappresentanza del Cts. Il comitato ha espresso apprezzamento per l’intervento del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e del vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, ringraziandoli ” per essersi recati a Roma a difendere la causa della categoria”.

Secondo quanto riferito dagli autotrasportatori, l’iniziativa dei due rappresentanti istituzionali avrebbe contribuito ad aprire un canale di confronto diretto con il ministero. “Grazie al loro intervento, una delegazione parteciperà al tavolo convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale accoglierà le principali istanze presentate”, sostiene il comitato. La partecipazione alla riunione, tuttavia, non viene considerata sufficiente per interrompere la mobilitazione. Gli autotrasportatori chiedono che gli impegni siano definiti attraverso un documento sottoscritto.

Pagamenti arretrati e gasolio, le richieste

Al centro della vertenza ci sono le risorse economiche destinate alle imprese del trasporto merci e le misure per sostenere i costi operativi. Una delle principali richieste riguarda lo sblocco dei contributi arretrati, per un importo complessivo stimato in circa 104 milioni di euro. Il Cts sollecita inoltre lo stanziamento di altri 70 milioni di euro per finanziare la terza annualità, relativa al periodo 2026-2027. Un altro punto riguarda il credito d’imposta sul gasolio. Il comitato chiede che vengano erogati senza ulteriori ritardi 430 milioni di euro collegati alle domande già presentate dalle aziende, rendendo immediatamente utilizzabili le somme nei rispettivi cassetti fiscali.

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A queste risorse dovrebbe aggiungersi, secondo le richieste della categoria, un ulteriore finanziamento di 400 milioni di euro, destinato a coprire almeno quattro mesi che attualmente risulterebbero esclusi dalle misure di sostegno. Le rivendicazioni comprendono anche un maggiore coinvolgimento degli operatori siciliani nei processi decisionali nazionali. Il Cts chiede infatti di essere rappresentato stabilmente negli organismi istituzionali che affrontano le questioni della mobilità e dell’autotrasporto, compresa la nuova consulta, con particolare attenzione alle esigenze delle imprese del Mezzogiorno.

Autotrasportatori Sicilia, il Cts attende impegni scritti

Nonostante le interlocuzioni avviate e la disponibilità informale attribuita al ministro Salvini, il Comitato trasportatori siciliani non considera ancora raggiunto un accordo. La posizione degli operatori resta legata alla sottoscrizione del protocollo e alla definizione di impegni precisi sulle risorse richieste. “Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare“, sottolinea il Cts in una nota.


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