Filippo Tripoli, sindaco di Bagheria, nuovo acquisto di Italia Viva in Sicilia. Tutto giusto, sindaco?
“Diciamo meglio così: Filippo Tripoli, sindaco di Bagheria, politico di tradizione centrista, se dovesse guardare fuori dal contesto bagherese, si rivolgerebbe con interesse a Italia Viva. Ma in città, lo scriva a chiare lettere, il progetto è civico e civico rimane. Qui governano insieme destra e sinistra, puntando alla soluzione dei problemi del territorio. Chiaro?”.
Chiarissimo, praticamente un inciucio.
“Respingo una tale definizione. I servizi non sono né di destra, né di sinistra. Abbiamo bisogno di persone di buona volontà che si mettano a disposizione della gente e delle questioni cruciali che pone”.
Ma perché proprio i renziani?
“Perché c’è un movimento che ha l’obiettivo del dialogo”.
Insomma, vi piacete a vicenda.
“C’è un certo feeling, sì. Ma verificherò che i passi concreti siano uguali a quanto viene promesso. Non mi interessa un raccoglitore di ceto politico come l’album delle figurine. Però c’è una grande necessità di politica. Io sono un moderato…”.
Categoria da riserva indiana, ormai.
“… E come moderato guardo da quella parte, considerando la progressiva scomparsa di Forza Italia. Ma, lo ripeto, parliamo sempre di una visuale regionale e nazionale. Qui, al Comune, siamo fedeli alla linea che ci siamo dati. Amministrare non è ‘iccare vuci’, buttare voci…”.
Si era capito.
“… Ma dare risposte che migliorino la vita di tutti. C’è esasperazione per i toni acuti che gridano alla pancia e la lasciano vuota. Io credo che i moderati saranno essenziali, nei prossimi quattro o cinque anni, nella capacità di affrontare situazioni complesse con criterio e senza demagogia. Non mi piacevano certi atteggiamenti di Renzi, quando era al governo…”.
Adesso lo mette alla prova?
“Vedremo se i fatti saranno coerenti con le promesse”.
A Bagheria come va?
“Puntiamo sulle attività produttive, sul turismo, soprattutto quello enogastronomico, e sulla cultura. Cerchiamo di collaborare per il bene comune. Io non sono un sindaco ideologico. Parlo pure con i grillini, che qui hanno già amministrato, se è necessario”.
A proposito di enogastronomia. Una bella bistecca alla fiorentina in salsa bagherese per celebrare l’avvicinamento?
“No, grazie”.
La pasta con le sarde, allora?
“Preferiamo lo sfincione. Infatti, organizziamo lo Sfincione Fest“.

