Un bambino di tre anni è morto martedì 20 ottobre nella propria abitazione a San Giuseppe di Cassola, in provincia di Vicenza. Come ricostruisce il “Corriere della Sera”, il piccolo si trovava in salotto insieme alla madre quando è stato colto da un malore improvviso e ha smesso di respirare. È accaduto a San Giuseppe di Cassola, in provincia di Vicenza. La donna ha chiamato immediatamente il 118 e ha cercato di rianimare il figlio seguendo le istruzioni ricevute al telefono. Nonostante l’arrivo dei soccorritori e i ripetuti tentativi di salvargli la vita, il bambino è deceduto. Le cause del decesso restano sconosciute e gli investigatori stanno cercando di stabilire cosa abbia provocato l’improvvisa crisi respiratoria. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un possibile soffocamento, ma al momento non sono emersi elementi sufficienti per confermarla.
Bambino morto a Cassola, la ricostruzione
Il bambino si trovava nel salotto dell’abitazione di famiglia quando le sue condizioni sono precipitate nel giro di pochi istanti. Stando alle informazioni raccolte nelle prime ore successive alla tragedia, il piccolo era seduto sul divano quando ha iniziato a manifestare difficoltà respiratorie sempre più gravi, fino a non riuscire più a respirare. Ad accorgersi dell’emergenza è stata la madre che ha subito richiesto l’intervento dei sanitari. Durante la telefonata con il 118, la donna è stata assistita dagli operatori della centrale, che le hanno indicato le manovre da effettuare per cercare di rianimare il figlio. La madre ha quindi tentato di prestare i primi soccorsi nell’attesa che il personale medico raggiungesse l’abitazione. Nel frattempo, considerata la gravità della situazione, è stato disposto l’invio di più mezzi di emergenza.
I soccorsi e l’arrivo del padre
Per tentare di salvare il bambino è stato organizzato un intervento che ha coinvolto diverse équipe sanitarie. All’indirizzo della famiglia sono stati inviati un’ambulanza del Suem, un’automedica e l’elisoccorso. Nel frattempo è stato avvisato anche il padre del bambino, un osteopata noto nella zona e titolare di uno studio professionale a Bassano. Secondo la ricostruzione, il padre è arrivato poco prima delle squadre di emergenza e ha accompagnato i sanitari all’interno dell’abitazione. L’arrivo dei mezzi di soccorso ha attirato l’attenzione di alcuni residenti della zona, mentre all’interno della casa i medici tentavano di rianimare il piccolo. Le operazioni sono andate avanti a lungo, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Il bambino non ha ripreso conoscenza e il suo cuore non è tornato a battere. Ai sanitari non è rimasto altro che accertare la morte del bambino.
Cosa hanno raccontato i familiari
Un elemento sul quale potrebbero concentrarsi gli approfondimenti riguarda quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. Dalle informazioni fornite dai familiari è emerso che il bambino aveva manifestato un lieve malessere già lunedì 19 ottobre, la sera prima della tragedia. Si sarebbe trattato, tuttavia, di disturbi apparentemente poco preoccupanti, che non avevano fatto immaginare un possibile peggioramento così grave. La mattina seguente il bambino era rimasto nell’abitazione insieme alla madre. Proprio mentre si trovava in salotto si è verificato l’episodio che ha provocato l’intervento del 118. Non è ancora possibile stabilire se il malessere accusato il giorno precedente abbia avuto un ruolo nella morte del piccolo. L’eventuale collegamento tra i due episodi dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti medici.
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Bambino morto a Cassola, le indagini
Nell’abitazione di San Giuseppe di Cassola sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Bassano del Grappa. Insieme ai militari è arrivato il personale incaricato dei rilievi tecnico-scientifici, per eseguire gli accertamenti ritenuti necessari. L’obiettivo è ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita del bambino e individuare l’origine dell’improvvisa difficoltà respiratoria. Gli investigatori stanno valutando diverse possibilità. Una delle ipotesi riguarda un malore improvviso, che potrebbe avere determinato il rapido peggioramento delle condizioni del piccolo. Un’altra eventualità presa in esame è quella di un’ostruzione accidentale delle vie respiratorie.
In particolare, viene considerata la possibilità che il piccolo possa avere ingerito un oggetto o altro materiale in grado di impedirgli di respirare. Gli elementi raccolti finora non consentono di indicare con certezza cosa abbia causato la morte del bambino. Per arrivare a una spiegazione delle cause del decesso potrebbe risultare decisivo l’esame autoptico. La disposizione dell’autopsia da parte dell’autorità giudiziaria è attesa per le prossime ore.
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