Bilanci, la prima volta della Regione | Arrivano tre revisori dei conti

Bilanci, la prima volta della Regione | Arrivano tre revisori dei conti

I tre esperti verranno pescati a sorte da un albo. Una legge fisserà i loro compensi.

PALERMO – La Regione avrà un collegio dei revisori dei conti per vigilare sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dei conti pubblici regionali. I revisori dovranno esprimere un parere sul disegno di legge di bilanci e avranno competenze quanto a controlli interni ed esterni verso l’operato della burocrazia regionale. La Regione avrà così un nuovo organo di controllo che dovrà collaborare con la sezione di controllo della Corte dei conti.

Il collegio sarà composto da tre membri confermabili una volta sola. La durata del mandato durerà tre anni. I tre revisori saranno scelti mediante estrazione a sorte da un elenco regionale. Per entrare a far parte dell’elenco occorrerà rispondere a tre gruppi di regole: quelle dei principi contabili internazionali, quelle nazionali e quelle indicate dalla Corte dei conti per avere la “qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria anche degli enti territoriali. Insomma, stando al testo normativo approvato dalla Giunta, i revisori dei conti dovranno essere dei super tecnici di finanza pubblica.

Ma l’istituzione del Collegio non è immediata. L’istituzione del Collegio dei revisori dei conti è prevista in una schema di decreto legislativo attuazione dello statuto regionale che al momento è stato approvato dal governo regionale e che adesso sarà sottoposto alla commissione paritetica per l’approvazione dello Statuto, l’organo composto da due rappresentanti della Regione e da due rappresentanti dello Stato che serve a concordare le regole d’applicazione dello statuto.

L’istituzione del Collegio infatti è prevista dalla normativa nazionale in tema di finanza pubblica e armonizzazione contabile dei bilanci del 2011 che prevede che le regioni a statuto speciale, in ragione della loro autonomia, approvino delle apposite regole per applicare alcune delle previsioni statali. Per questo il testo normativo approvato dalla commissione paritetica non sarà una legge ma un decreto legislativo che non sarà sottoposto né al parlamento regionale né a quello nazionale.

Dopo l’emanazione da parte del presidente della Repubblica del decreto concordato fra Stato e Regione, sarà l’Ars, con una legge, a stabilire l’istituzione dell’elenco e soprattutto a fissare i compensi dei revisori dei conti ai quali potranno essere affidate ulteriori competenze.

Come detto, il nuovo collegio di controllo dei conti regionali, è inserito all’interno di un corpo di nome più ampio che fissa nuove regole sul cassiere della Regione, sui documenti di entrata e pagamento della spesa e sui controlli.


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