CATANIA – I legali di Vincenzo Santapaola, uno degli indagati della maxi inchiesta Beta della Procura di Messina (LEGGI), chiedono al Giudice per le Indagini Preliminari Salvatore Mastroeni di ammettere l’incidente probatoria per l’assunzione di una testimonianza. Chiedono di sentire in particolare la “fonte diretta” di Nicola Giannetto, parte offesa e principale accusatore dell’imprenditore indagato. Santapaola al momento si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronicocon l’accusa di tentata estorsione aggravata.
I fatti contestati a Vincenzo Santapaola (classe ’64, omonimo di un altro indagato) sono quelli relativi alla paventata costrizione che avrebbe subito Nicola Giannetto al fine di versare a Italo Nebiolo e Mauro Guernieri, presidente e vice presidente della Cooperativa italiana catering di cui erano soci Vincenzo Santapaola e Roberto Cappuccio, la somma di 900 mila euro come corrispettivo per le forniture effettuate della società “4 gradi” gestita dal Giannetto e a rinunziare all’azione di risarcimento che aveva intrapreso. Giannetto, inoltre, sarebbe stato condotto in un magazzino dove sarebbe stato minacciato e intimidito.
“Unico indizio di colpevolezza del Santapola sarebbero le dichiarazioni “de relato” rese dalla persona offesa, che riferisce una frase ben precisa e circostanziata che è stata valutata di rilevante gravità indiziaria” – scrivono gli avvocati Francesco Maria Marchese e Salvo Pace nella richiesta avanzata al Gip di Messina. “Pertanto allo stato Santapaola è detenuto esclusivamente sulla base di una dichiarazione de relato rispetto alla quale non risulta – scrivono di due legali – a meno di sviste di questi difensori, che si siano svolte in corso di indagini le dovute verifiche nei confronti della fonte diretta. Appare opportuno – evidenziano ancora i due difensori – che sia immediatamente assunta la testimonianza della fonte diretta della parte offesa, unico grave indizio a carico del Santapaola, atteso il tempo trascorso dal fatto, la circostanza non indifferente che il Santapaola non è unico indagato e pertanto il procedimento rischia di durare moltissimo in fase istruttoria e preliminare”. Gli avvocati Marchese e Pace chiedono al Gip di Messina di accogliere la loro richiesta e fissare l’udienza per l’incidente probatorio. “Appare conforme a giustizia e alla condizione di detenuto del Santapaola – scrivono – disporre il chiesto incidente probatorio” al fine di comprendere quale frase abbia riferito “la fonte diretta” citata da Giannetto. Il Gip non ha ancora sciolto la riserva sulla richiesta avanzata dai due difensori.

