"Borsellino mi disse: | un amico mi ha tradito"

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Lo ha detto deponendo davanti alla Corte d'Assise di Caltanissetta il magistrato Alessandra Camassa, per anni in Procura a Marsala insieme al giudice ucciso. L'ex pm Russo: "Paolo non mi ha mai parlato di trattativa".

processo per la strage di via d'amelio
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PALERMO – “Dopo la morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino si interessò attivamente alle indagini sulla strage di Capaci anche se non poteva occuparsene ufficialmente. Non so dire se avesse scoperto qualcosa. Ricordo che in un’occasione, davanti a me e a un collega, iniziò a piangere e disse ‘non riesco a credere che un amico mi abbia tradito'”. Lo ha detto deponendo davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta il magistrato Alessandra Camassa, per anni in Procura a Marsala insieme al giudice ucciso, nel corso del quarto processo per la strage di via D’Amelio in cui sono imputati per l’eccidio i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino e per calunnia i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. “Io non ho mai sentito Paolo Borsellino parlare di trattativa o di contatti tra Ciancimino ed i Carabinieri”, ha aggiunto la testimone.

Al processo ha testimoniato anche Massimo Russo, ex sostituto della Procura di Marsala ed ex assessore regionale: “Non ho mai avuto indicazioni da Paolo Borsellino sulla esistenza della trattativa tra lo Stato e la mafia – ha affermato – e nemmeno sugli incontri tra uomini del Ros e Vito Ciancimino. Borsellino parlò soltanto di un pranzo o una cena con ufficiali del Ros a cui aveva partecipato a Roma”. Russo, nel corso della sua deposizione ha riferito che Borsellino lo informò del fatto di essere stato contattato dal presidente della Corte d’Assise d’Appello di Palermo Scaduti, il quale si occupava del processo per l’omicidio del capitano Emanuele Basile ed aveva ricevuto un’intimidazione. ”Borsellino – ha affermato Russo – mi raccontò di avere suggerito a Scaduti di fare una relazione di servizio”. Il teste ha confermato inoltre la situazione di disagio che Paolo Borsellino visse dopo la strage di Capaci: “Parlando della Procura di Palermo Paolo mi disse ‘qui è un nido di vipere'”.

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