Cade per una buca, si frattura l'anca: il comune paga i danni

Cade per una buca, si frattura l’anca: il comune paga i danni

Lo ha deciso il tribunale di Palermo

PALERMO – Tutta colpa di una buca. Il Comune di Palermo è stato condannato a risarcire una donna caduta sulla strada dissestata. Il tribunale le ha riconosciuto un indennizzo di oltre 50.000 mila euro. Aveva riportato la frattura dell’anca. L’incidente in via Emilia nel maggio 2018

La sentenza è del giudice Davide Romeo che ha riconosciuto la responsabilità del Comune per la buca non segnalata in via Emilia. La donna era assistita fagli avvocati Alessandro Palmigiano e Mattia Vitale.

La caduta e il quadro clinico

L’incidente risale al 10 maggio 2018, intorno alle ore 10:30. La donna stava attraversando via Emilia, quando è caduta rovinosamente a terra a causa di un dissesto stradale non visibile.

Soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata d’urgenza all’ospedale Villa Sofia Cervello, le è stata diagnosticata una frattura dell’anca destra.

Il quadro clinico ha richiesto un intervento chirurgico con protesi all’anca. Il recupero è stato lungo e complesso: ricoveri, fisioterapia, visite specialistiche ed esami diagnostici hanno accompagnato la paziente per mesi.

Il consulente medico-legale incaricato dal tribunale ha accertato postumi permanenti particolarmente rilevanti: un danno biologico del 22%, oltre a periodi di invalidità temporanea assoluta e relativa.

La responsabilità del comune

Nella sua decisione, il tribunale ha affermato la responsabilità del Comune ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile – responsabilità per custodia – ricordando che gli enti pubblici devono garantire la sicurezza delle strade urbane e che i cittadini hanno diritto a percorrerle senza esporsi a rischi imprevedibili. I dissesti non segnalati, ha evidenziato il giudice, costituiscono un pericolo concreto e difficilmente evitabile.

Per quanto riguarda la Rap, affidataria della manutenzione stradale, il tribunale non l’ha ritenuta direttamente responsabile dell’incidente. Tuttavia, ha stabilito che la società debba garantire il Comune, sulla base delle clausole contrattuali che prevedono la copertura delle responsabilità civili per i sinistri. Ciò significa che, pur rispondendo in giudizio il Comune, le somme eventualmente pagate devono essere rimborsate da Rap come previsto dal contratto tra le parti.

“Questa sentenza conferma un principio fondamentale: i cittadini hanno diritto a camminare su strade sicure. La manutenzione delle vie urbane è un obbligo preciso e le amministrazioni pubbliche devono rispondere quando tale obbligo non viene rispettato”, spiegano gli avvocati Palmigiano e Vitale.

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