Strage di operai, uccisi dal treno: un condannato e 5 assolti

Strage di operai, uccisi dal treno: un condannato e 5 assolti

Tre persone furono travolte mentre lavoravano sui binari
IL PROCESSO
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Un solo condannato al termine del processo di appello per la morte di tre operai, travolti il 17 luglio del 2014 da un treno regionale mentre lavoravano sui binari della tratta ferroviaria Gela-Licata, tra le contrade Burgio e Carrubba, in territorio di Butera. Le vittime furono Antonio La Porta di Porto Empedocle, Vincenzo Riccobono di Agrigento e Luigi Gaziano di Aragona.

La Corte di appello di Caltanissetta, presieduta da Maria Carmela Giannazzo, ha confermato la condanna a due anni (pena sospesa e non menzione) per omicidio colposo plurimo inflitta al dirigente della sala di coordinamento e controllo della circolazione di Palermo, Pietro Muscolino. Secondo l’accusa, avrebbe dovuto valutare il rischio che correvano gli operai visto l’imminente arrivo di un convoglio e interrompere la circolazione ferroviaria. Ed invece gli operai furono falciati mentre erano al lavoro.

In primo grado la stessa pena era stata inflitta al responsabile della linea operativa della tratta Canicattì-Gela, Rosario Cilluffo, che ora è stato assolto. Confermata anche l’assoluzione di Rfi, a cui veniva contestata una violazione amministrativa.

Confermate le assoluzioni dell’ex amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, del responsabile della direzione territoriale di Palermo, Andrea Cucinotta, del dirigente dell’unità territoriale di Caltanissetta, Concettina Vitellaro, del capo impianto del reparto lavori, Pietro Messina. Erano difesi dagli avvocati Francesco Bertorotta, Fabrizio Biondo, Vincenzo Lo Re, Francesco Crescimanno, Salvatore Buggea.

In primo grado erano già stati assolti e non è stato presentato appello il capo reparto pianificazione unità territoriale di Palermo, Carmelo Lapaglia, e Giovanni Costa, responsabile della direzione tecnica.


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