AGRIGENTO – Il Gip del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, non ha convalidato il fermo – perché “non sussistono pericoli di fuga” – del trentatreenne Gianluca Scaccia di Canicattì (Ag). Scaccia è accusato del tentato omicidio ai danni dell’ex marito della sua attuale compagna e durante l’interrogatorio di convalida, difeso dall’avvocato Angela Porcello, non ha risposto alle domande, ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Ha detto, di fatto, di non essere stato lui a sparare contro il trentunenne che è stato centrato da due colpi di pistola alla gamba destra e da uno all’altezza del costato. La pistola usata, fra l’altro, non è stata ancora ritrovata. Scaccia resta tuttavia in carcere, ad Agrigento, visto che il Gip ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare.
Intanto, il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in Prefettura, ad Agrigento, ha stabilito alcune misure da far rispettare nel territorio di Canicattì: controllo straordinario del territorio cadenzato e periodico da parte delle forze dell’ordine; la presenza di un’auto dei carabinieri h24 per assicurare interventi continui; il rinforzo del personale del commissariato di polizia di Canicattì con il dislocamento di una ulteriore unità; la sancita collaborazione nei servizi di vigilanza e controllo del territorio da parte degli agenti della polizia municipale con le pattuglie di carabinieri, polizia e Guardia di finanza, per garantire la sicurezza in città. Nei giorni scorsi, il sindaco di Canicattì (Ag) Ettore Di Ventura, aveva chiesto un vertice urgente affinché arrivasse una risposta forte delle istituzioni all’escalation criminale di cui già, da qualche tempo, Canicattì è stata scenario. Al comitato di questa mattina erano presenti il prefetto Nicola Diomede, il questore Mario Finocchiaro, i comandanti provinciali di carabinieri e Guardia di finanza, rispettivamente il colonnello Mario Mettifogo ed il colonnello Fabio Sava. “Siamo sicuri che le misure concordate in questo costruttivo vertice – ha commentato Di Ventura – possano concorrere a restituire alla città la percezione della sicurezza. Dopo l’uccisione di Marco Vinci, i canicattinesi e soprattutto giovani sono state vittime di grande sbigottimento. Sono certo – conclude Di Ventura – che una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, pur non ridandoci indietro Marco, contribuirà a riportare un clima di maggiore serenità”.

