CATANIA. “Sono molto felice di avere incontrato tutti questi giovani, tutti questi studenti: sono il segnale di un cuore grande ma, soprattutto, della voglia di avere una “testa grande”. E per me, questa mattina, è stato un grande onore essere qui”. Noa a Catania. In Ateneo per discutere, confrontarsi, trovare chiavi di letture che escano fuori dal pensiero debole di questi tempi ed affrontino la realtà delle cose. “In Dreams Begin Responsibilities? Freedom and Commitment of the Artist”: il titolo dell’incontro promosso da Radio Zammù.
Sembra passato un secolo da quando la cantante israeliana debuttò alle falde dell’Etna con il tour “Donne del deserto”. Da allora, il suo rapporto con la città sembra essere diventato quasi endemico: “Catania è molto importante”, ci dice. All’Università, questa mattina, un dibattito serrato: protrattosi per quasi due ore in quella che è stata una sorte di promenade ai due spettacoli di domani e dopodomani (martedì e mercoledì) al Bellini: “Io parlo con la musica ed il mio messaggio è semplice: tutti noi, tutta l’umanità è un’unica cosa e dobbiamo lavorare per creare un concetto di mondo migliore per tutti. L’arte è una parte importante di questo processo. Siamo in un momento difficile, non c’è dubbio. Perchè predomina la paura. Ma noi dobbiamo lavorare per distruggere tutto questo: non possiamo vivere con la paura ed in mezzo alla paura. E’ alla speranza che dobbiamo guardare e mirare. Ecco perchè i giovani sono la nostra prospettiva migliore ma anche la speranza più grande”.
E’ un fiume in piena Noa. Che trasmette la certezza di incanalarsi verso l’oceano senza temere la secca. Ma, non per ultimo, c’è da parlare anche dei suoi due concerti catanesi: “E’ sempre un piacere essere a Catania. Vengo qui da 23 anni: tutti i concerti che ho fatto qui è come se li avessi fatti nella mia casa naturale. Faremo questi due concerti al Teatro Bellini con l’orchestra sinfonica in un repertorio in inglese, ebreo, yemenita, napoletano e siciliano. Alla fine del concerto canterò un brano di Rosa Balistreri ma anche una canzone vostra: per la prima volta, proprio catanese. E’ una sfida per me. Ma è una sfida di gioia”.
Lei non lo dice ma sarà anche una sfida che avrà il sapore della pace. Sarà pure retorico: ma mai banale.

